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Redbull Untapped International, Maggio 2020

Autore ArtieStark
il 19-05-2020

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Lo scorso fine settimana si è tenuta la prima tappa internazionale del Red Bull Untapped 2020, che dopo la fortunata edizione dello scorso anno torna questa volta in formato completamente digitale, ospitato sulla piattaforma di MTG Arena.

Per i meno informati, il torneo consiste in sette Qualifiers della durata di due giorni ciascuno, alcuni ad accesso completamente libero e altri limitati a specifiche nazioni, nello specifico Germania, Spagna, Italia e Regno Unito. L’ingresso a queste qualificazioni è completamente gratuito, l’unico requisito richiesto è di possedere oltre ovviamente a un account Arena, un iscrizione gratuita alle piattaforme melee.gg e Discord utilizzate rispettivamente per gestire l’organizzazione dei turni e le comunicazioni con i partecipanti. Per ogni evento è presente un montepremi di $5000 da ripartire fra i giocatori che raggiungeranno ogni volta la top8, mentre i vincitori otterranno in aggiunta la possibilità di partecipare a novembre alla fase finale della competizione, affrontando altri 15 giocatori scelti da Red Bull per contendersi altri $75.000 e un invito a uno dei tornei ufficiali Wizards of the Coast nel 2021. Pur svolgendosi su Arena, l’intera competizione si svolge ovviamente nel formato più popolare di Magic, the Gathering, ovvero Standard Best of Three.

Terminata la presentazione, passiamo ora al report del primo evento di questo torneo che ci accompagnerà per il resto dell’estate.

Iniziamo purtroppo dalle notizie meno piacevoli: dei 4661 giocatori inizialmente iscritti, solo 2648 hanno effettivamente partecipato alla prima giornata del torneo tenutasi sabato 16 maggio. Nonostante il numero dei concorrenti si fosse ridotto di circa il 50% rispetto alle aspettative, si sono verificati alcuni problemi con la piattaforma soprattutto in mattinata, che hanno causato notevoli rallentamenti e disagi a numerosi giocatori portando la durata dei primi quattro turni su otto ad aggirarsi intorno alle due ore ciascuno. Fortunatamente grazie al lavoro dei responsabili di melee.gg, alla progressiva riduzione dei giocatori con l’avanzare delle fasi (e purtroppo anche ad alcuni abbandoni da imputare ai grandi ritardi) la situazione è successivamente migliorata. Per quanto in eventi di queste dimensioni, difficoltà tecniche di questa portata non dovrebbero accadere, bisogna riconoscere che il processo di organizzazione era una novità e i gestori sembra abbiano fatto del loro meglio per risolvere le cose in corsa e promettono grandi miglioramenti nelle prossime settimane per arrivare pronti alla prossima tappa del torneo, in cui i giocatori penalizzati da questi problemi potranno provare a rifarsi.

Esauriti gli aspetti più “tecnici” dell’evento, passiamo finalmente a quello che è l’aspetto più interessante di questi tornei, ovvero fornirci un’istantanea sullo stato metagame e spesso influenzandolo successivamente.

Come tutti si aspettavano, il mazzo più popolare e più vincente al day 1 si è rivelato essere il malfamato Jeskai Lukka con Yorion, Sky Nomad come companion, occupando quasi il 20% del field a cui va abbinato un winrate complessivo del 60%, che ha portato il 10% di questi mazzi a qualificarsi al day 2, occupando a quel punto ben il 38% della totalità dei mazzi e dimostrandosi quindi l’archetipo da sconfiggere. Altri archetipi popolari come Boros CyclingTemur Reclamation e Monored Obosh hanno ottenuto anche loro buoni risultati, pur non avvicinandosi neanche vagamente ai numeri di Jeskai né in termini di winrate, né in quanto a tasso di conversione (la percentuale di ogni mazzo capace di passare il turno).

Un evento inaspettato è stato invece il crollo dei mazzi basati su [mtgcard]Fires of Invention[/mtgcard] che non giocassero la combo [mtgcard]Lukka, Coppercoat Outcast[/mtgcard] – Agent of TreacheryJeskai Fires, un mazzo che ormai con leggere modifiche ci portiamo dietro da ottobre, e il recente Gruul Fires che aveva ricevuto una discreta popolarità grazie al suo ideatore Delmo (se amate Gruul alla follia seguitelo perché merita) non sono riusciti a qualificare una sola lista su un totale di 75 alla fase successiva del torneo, in una dèbâcle improvvisa che ha sorpreso molti, a riprova che il meta attuale è “tutto o niente”, ammettendo solo gli aggro più veloci e i control più…controllosi in grado di contrastare la quantità incredibile di value prodotta dai mazzi Lukka.

Arriviamo infine alla mia parte preferita del report, soprattutto nel meta attuale, ovvero i cosiddetti “underdog” che hanno sfornato prestazioni inaspettate. Il solito Rint,ormai assurto a maestro incontrastato di Monogreen Stompy in standard, ha pilotato il suo mazzo agilmente terminando con un 7-1 il primo giorno, non risultando però altrettanto fortunato il successivo e fermandosi in top64. Ben tre diverse versioni di Gruul sono anch’esse approdate alla seconda fase del torneo, oltre alle due classiche liste aggro con Embercleave che sembravano essere ormai scomparse dall’uscita di Ikoria, Lair of Behemoths, ha avuto un discreto successo anche una seconda versione creatures-only dell’utente Lanyr, con Umori, the Collector come companion, capace di raggiungere addirittura la top8. Anche il Jund Citadel Sacrifice di Yuuki Ichikawa basato sulla meccanica Food di Throne of Eldraine ha fatto la sua bella figura raggiungendo nientemeno che la semifinale. Altre scelte assolutamente atipiche capaci di guadagnarsi la possibilità di giocare anche la domenica sono state tre Four Colour, rispettivamente WinotaUmori e Reclamation fermatesi però ai primi match della seconda giornata, e un Sultai Yorion Ramp in grado di raggiungere la top32.

Se siamo stati abbastanza bravi, dovreste trovare tutte le liste qui elencate all’interno dell’apposita sezione Decklists del nostro sito, comodamente pronte per l’esportazione su MTG Arena.

A questo punto mentre alcuni si staranno chiedendo “ma quindi, il vincitore?” i più informati avranno già scrollato nervosamente l’articolo pensando “ma dove parla di Azorius Control??”.
Perché l’ultimo mazzo che ho volutamente omesso di nominare fra gli sfavoriti, poi rivelatosi in grado di trionfare a queste qualificazioni, è a questo punto un archetipo che aveva visto ridursi progressivamente la propria popolarità, guadagnata in seguito all’ultimo World Championship, fino a scomparire completamente con il rilascio dell’ultima espansione. Parliamo ovviamente di Azorius Control, rinato anche lui in una versione da 80 carte con Yorion, Sky Nomad come companion e [mtgcard]Shark Typhoon[/mtgcard] come uniche carte provenienti dal nuovo set e pilotato da “Gob123”. Enrico Gobetti, perché questo è il suo vero nome, è un giocatore italiano che si è dimostrato capace di pilotare una lista sicuramente non facile e snobbata dalla maggioranza degli iscritti al torneo; a rendere ancora più inaspettata la sua impresa c’è il fatto che gli altri 13 giocatori abbastanza coraggiosi da decidere di portare questo archetipo hanno avuto pessimi risultati il sabato, totalizzando un winrate complessivo del 46% con risultati ancora peggiori a game1. La scelta di Enrico si è però dimostrata vincente, soprattutto nel contrastare il Jeskai Lukka di Tatsumaki in finale, mantenendo però allo stesso tempo dei matchup estremamente positivi contro i tanti mazzi aggro del torneo.

Cosa ci rimane quindi da questo primo appuntamento con il Red Bull Untapped? Beh, sicuramente la conferma che in questo momento nello standard come in altri formati giocare con un companion è una condizione quasi indispensabile per essere sufficientemente competitivi; sono veramente pochi i mazzi a potersi permettere di farne a meno. Jeskai Lukka resta il mazzo da battere e se continua con questo ritmo possiamo ragionevolmente aspettarci un intervento del “banhammer” di mamma Wizard per riequilibrare la situazione; in particolare la consistenza che mazzi da 80 carte riescono ad avere grazie a [mtgcard]Yorion, Sky Nomad[/mtgcard] e il giusto mix di tutori e peschini è veramente impressionante, ma anche la recursion fornita da Lurrus of the Dream-Den ad aggro è assolutamente incredibile e infatti questi vantaggi fanno di loro i companion ampiamente più popolari, seguiti a larga distanza da [mtgcard]Obosh, the Preypiercer[/mtgcard] e da qualche sempre più rara comparsa di Umori, the Collector.

Dal punto di vista dell’evento in sé invece, dando per risolti i problemi di gestione (speriamo), abbiamo un ottimo formato di torneo che permette a chiunque di misurarsi gratuitamente con avversari internazionali puntando a un discreto montepremi. Per chi non fosse aggiornato, la rivista Forbes ha recentemente lanciato la notizia della nascita del primo torneo ufficiale di MTG Arena della durata di due giorni con ingresso però a pagamento (20000 Gold o 4000 Gemme) e ricompense a partire dalle tre vittorie. Non sarà presente un limite massimo di ingressi al day1 e le partite di questa prima fase si svolgeranno nel formato esclusivo di Arena, Standard Best of One. Sicuramente questa novità competitiva oltre a spingere ulteriormente il successo della piattaforma ci fornirà un ottimo metro di paragone per valutare quale sia la formula migliore per i nuovi tornei online, e insieme alle tappe successive del Red Bull Untapped ci fornirà un po’di svago in questa estate che non si preannuncia delle migliori.



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