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Pioneer è – già  – morto?

Autore ReFlax
il 07-07-2020

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Risposta breve: “si perchè [frase da massimo cinque parole a caso sui problemi della WotC]

Risposta lunga: “no, ma [articolare un discorso]”

Ciao a tutti, io sono Flavio e oggi articolerò per e con voi un discorso sensato su come il Pioneer non sia – ancora – morto ma non è che se la passi benissimo.

INTRODUZIONE

Per chi non conoscesse il pioneer stiamo parlando dell’ ultimo arrivato in casa Magic: the Gathering per quello che riguarda i formati eternal. Da ottobre 2019 la WotC ha ufficializzato la sua nascita regalando ai giocatori un “new-modern” con un pool di carte disponibili da Return to Ravnica in poi. Dopo un primo burrascoso periodo di creazione del meta e ban continui (e parliamo di un annuncio a settimana nei periodi di massima produttività da parte di mamma Wizzy) si è arrivati a Gennaio 2020 con una certa stabilità.

Il pioneer nasce esattamente con le stesse prerogative per cui è nato il modern (almeno, così mi han detto dato che ai tempi ancora non giocavo): creare una base di gioco per un formato eternal che ogni player di standard potesse affrontare senza dover eliminare il proprio pool ogni rotazione e quindi ridurre i costi per i giocatori che volessero darsi a formati, appunto, eternal. Quantomeno, è l’ impressione data dall’ annuncio del formato ( che potete trovare a questo link )

I più in realtà ai tempi lo presero come l’ ufficializzazione del disinteresse della Wizard of the Coast per i formati dal modern, legacy e vintage.

Belle premesse e ottime prospettive. Come si sono – e si stanno – risolvendo? Male, in effetti. Perchè?

Chiarisco subito che sto esprimendo opinioni personali che sono supportate da esperienza diretta ma non da dichiarazioni certe da fonti ufficiali. Vi prego di dirmi se concordate con me o meno e spiegare le vostre motivazioni.

BREVE STORIA DEL FORMATO

IL PRIMO PERIODO: MONO COLOR

Ripercorriamo un attimo la storia “giocata” del nostro protagonista.

Nasce in ottobre ’19 e ovviamente i primissimi mazzi a fare risultato con una certa frequenza sono i mono-color con una strategia lineare e ben definita: Chunky-red , Mono black-aggro e Mono-green ramp sono alcuni esempi . Chiaramente in un formato non ancora ben definito e con una limitata possibilità di finitura sulla mana-base giocare dritto per dritto è la migliore cosa.

Il meta però col passare del tempo si evolve, spesso di conseguenza a dei ban, e quindi in questo periodo comunque possiamo anche ricordare lo stra-potere di Oko, Thief of Crowns (STRANO) bannato abbastanza velocemente e Nexus of Fate, anche lei -tristemente – eliminata dai giochi con un bel ban. Vi lascio comunque qui una lista simile a quella con cui con cui Valerio Luminati si qualificò al Player’s Tour di cui parleremo tra poco. 

Lo spazio per la sperimentazione c’è e tolti pochi mazzi “cancerogeni” si inizia a definire il power-level dei tier.

PLAYER’S TOUR BRUXELLES

Il primo appuntamento per capire effettivamente – e prepotentemente – come sarà il meta lo avremo solamente dal 30/01/20 al 02/02/20 al Magic Fest Bruxelles dove si terrà anche il Player’s Tour 1 (seguiti poi da vari eventi table-top sulla stessa linea organizzati da Wizard e non).

La base di entrambi gli eventi sarà proprio un torneo Pioneer. La novità del formato unita alla grande curiosità dei giocatori e la voglia di affermarsi per primi a dei tornei così grossi fa spopolare, in tutti i sensi, il formato.Non si parla di altro per tutta la fine 2019. StarCity Games decide di abbandonare il Legacy nei suoi tornei in America per far spazio alla new-entry eternal. Insomma, le carte in regola per farsi spazio tra i grandi ci sono.

Al Player Tour cambia tutto e i mazzi che hanno più successo sono Dimir Inverter portato alla ribalta da quel gran giocatore che è Kanister, Lotus Breach (che potremmo definire lo storm del formato e a cui possiamo dare il merito dell’ invenzione in tempi non sospetti del distanziamento sociale) , Bant Spiriti – con gli strepitosi risultati ottenuti da Rizzi e Luminati  -, Sultai Midrange, i vari monocolor ben divisi tra Mono-Red aggro, Mono-White Heliod/Ballista e Mono-Black aggro e la loro nemesi a livello di mana-base: 5c Niv-Mizzet . Il meta varia continuamente senza più vedersi tagliato le gambe da ban settimanali e, bene o male, è equilibrato.

IKORIA: TERRA DEGLI ERRORI DI STAMPA

Disclaimer di una certa importanza. Tra Bruxelles e Ikoria abbiamo avuto uno dei fattori che per me ha contribuito ad abbattere lo sviluppo del formato, forse lo saprete anche voi: il Covid-19.

Ebbene si, incredibilmente, la Wizard stampa una nuova meccanica leggermente “rotta”. E’ storia recente ma mi piace sempre parlarne:  con la meccanica “Compagno” iniziamo la partita con otto carte, sette casuali pescate dal mazzo e una creatura scelta. La carta selezionata da noi è salva da scartini perchè non la abbiamo in mano e di solito ha un effetto che basterebbe a vederla limitata in Vintage. Ah già, dobbiamo giocare solo 14 carte di side. Ma sti ca***?!

Dalla loro introduzione tutti i mazzi vengono rivoluzionati per poter girare con un Companion e quelli che non riescono ad adattarsi vengono abbandonati (ricordiamo benissimo la sparizione totale o quasi di Mono White Devotion).

Onestamente in questo periodo il gioco mi diverte e questa novità a me piace. Siccome però sono uno dei pochi che si trova bene a giocare Lurrus of the Dream-Den in un meta di Yorion, Sky Nomad deck (e potete trovare diversi mazzi che ho giocato sul nostro canale YouTube) capisco il dissenso che questa espansione provoca nella maggior parte giocatori.

Nessun problema comunque, dopo due mesetti di Azorious/Esper Yorion control, Lurrus Burn/Auras e poco altro arriva il famoso nerf (o tassa) sui Companion e quindi si fa un salto indietro al meta di Theros: Beyond Death, ovvero quello di Bruxelles.

Nel periodo Companion per i primi giorni si è potuto “breware” moltissimo proprio grazie alle creature leggendarie che ci sono state appena regalate. Yorion, Lurrus, Gyruda e Lutr danno un bel boost alla varietà ma poi il drago-serpente cc 5 prende il sopravvento (con una buona fetta di meta cannibalizzata anche da Lurrus Auras e Burn di cui vi lascio le liste)

LO STATO ATTUALE

Cominciamo a parlare al presente. 

Preciso che io amo il formato.

La storia del pioneer è iniziata da poco e tra ban, nerf e meccaniche drammaticamente forti si è vista rivoluzionata più volte in pochissimo tempo (sorte comune con lo standard).

Al momento il gioco però è in uno stato che definire malsano è poco: meta stagnante, tier 1 bloccati da mesi senza possibilità di essere schiodati, pochi player in real e preliminary su MTGO che faticano a partire col numero minimo di player.

Come mai?

Le motivazioni sono varie, a parer mio e ve le espongo qui sotto. Di nuovo vi chiedo di dire la vostra per aprire un dialogo.

Partiamo da quelle che riguardano il gioco in real.

Il Covid-19.

La WotC si era spesa non poco insieme agli organizzatori dei vari Magic Fest (al tempo era Channel Fireball) per portare il formato a livello del suo predecessore, il modern. I frutti stavano cominciando ad arrivare, lenti e costanti, ma lo stop avuto in real a causa della pandemia ha dato una grandissima scossa ai piani di marketing della casa fondatrice di MtG. Prima ho elencato alcuni tra i grandi eventi che erano stati programmati oltreoceano e nel Vecchio Continente.  Oltre a questo a livello locale moltissimi negozi avevano iniziato a programmare tornei Pioneer. Una pandemia con conseguente lock-down a livello mondiale potrebbe essere stato un problema per trovarsi a giocare a Magic.

L’ iniziale strategia aggressiva di ban da parte proprio della WotC. 

Da ottobre in poi io mi sono buttato con un sacco di entusiasmo nel formato e allo stesso tempo ho avuto l’ accortezza – seguendo i consigli della casa madre – di non lanciarmi sulla versione cartacea del gioco ma piuttosto su quella online. I giocatori erano stati avvisati del  fatto che la ban-list (che inizialmente comprendeva solamente le fetch) avrebbe subito variazioni di assestamento in base allo sviluppo del gioco. Moltissimi player però sono da sempre più legati al cartaceo che a MTGO e quindi per la parte torneistica preferivano trovarsi nelle fumetterie. Questo comportava chiaramente l’ acquisto di carte e il rischio di strappo delle stesse ogni lunedì con gli annunci della B&R.

Ora passiamo a quelle piU generali e non solo legate ai tavoli.

L’ assenza delle fetch/astrolabio. 

Ebbene si, dopo mesi e mesi sono arrivato a pensare che il fatto che manchino le fetch abbassi troppo il power-level del formato per permette la varianza che renderebbe il tutto molto più bello. Lo stesso discorso lo applico a quella carta scorretta che è Arcum’s Astrolabe. Paragonare Verdant Catacombs all’ artefatto a cc1 potrebbe sembrare una bestemmia ma io li vedo molto vicini, in realtà (basti pensare che Astrolabio in legacy sta uccidendo Wasteland). Pensiamo a quanto sia limitato il power-level di una carta fortissima come Tireless Tracker senza la possibilità di giocare terre che lo fanno triggherare due vole in un turno (e se qui mi rispondete che abbiamo Fabled Passage giuro che non rispondo di me).

Il pool di carte e il loro power-level. 

Se andiamo a guardare le espansioni disponibili del formato noteremo una cosa pazzesca. Abbiamo a disposizione carte iconiche di Magic – e bannate in modern e legacy – come Deathrite ShamanTreasure CruiseDig Through Time e così via (questo punto si lega in parte al precedente). Pensare che queste non vedano lo stesso livello di gioco di Mystical Dispute o Lurrus (nonostante il nerf) fa abbastanza strano. Negli ultimi due anni abbiamo avuto stampe di carte troppo forti rispetto al passato. L’ inizio del meta era una specie di “super-standard” e questa linea è sempre rimasta.

Lo scetticismo dei player.

Ok, mettiamoci in mezzo anche noi. Siamo nell’ era di Magic in cui Arena ha portato il netdecking al Massimo possibile (forse). Giusto? Sbagliato? Ho le mie opinioni ma non sono questi il momento e il luogo. L’ adattamento è difficile in formati con poche carte a disposizione e quindi abbiamo poco spazio per le idee rivoluzionarie. La poca elasticità/personalizzazione dei mazzi e lo spazio limitato di creazione fa si che molti giocatori prendano una lista e la giochino senza capire il perché delle scelte, quasi al buio, per poi lamentarsene e rimanere, appunto, scettici sul power-level del tier-1 del formato che stanno giocando.

L’ Historic.

“Ma com’è possibile che un formato creato per non diventare mai table-top e per altro disponibile solo su Arena disturbi il Pioneer?” Semplice, giovane Jedi, se io mi stufo dello standard ma sono già su Arena e ho a disposizione un formato con un pool di carte simile a quello che si gioca in Pioneer, chi me lo fa fare di spostarmi su MTGO per darmi all’ eternal? Cattiva gestione della Wizard rispetto all’ incoerenza dell’ esistenza di questi formati? Complottismo? 5G? Tutto può essere, la mia opinione è che non dovrebbero esistere questi due formati nello stesso periodo storico.

Ok ragazzi, io penso di avervi dato tutte le mie motivazioni per cui il Pioneer non è ancora morto, ma è morente. Voi cosa fareste per farlo riprendere? Basterà la ripresa dei tornei live per riportare in auge il formato? Ormai è troppo tardi per salvarlo? Ditemi che ne pensate.



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