giresi

Verso la fine di Novembre si è tenuto il Magic Online Championship Showcase (MOCS), uno dei tornei invitational più importanti di tutto l’anno.

A tenere alta la bandiera Italiana sono stati Gerardo D’elia e Francesco Giresi.

Abbiamo chiesto a Francesco Giresi detto Girex dai suoi amici ( che ha terminato l’evento classificandosi secondo, perdendo in una combattutissima finale contro Kazuya Takuwa) di parlarci della sua esperienza e come sia stato salire sul podio di questa competizione internazionale.

M: Ciao Frà! Come prima cosa, volevo farti i complimenti da parte mia e dalla redazione del IGMDM per il tuo successo al MOCS!

F: Grazie mille! È stato sfiancante, dato che sono state nove ore filate di torneo e abbiamo finito alle tre di notte, ma ne è valsa la pena.

M: Eccome, direi! Però so che ci sono stati dei problemi post-torneo, è vero?

F: Sì! [ride] Per festeggiare sia il risultato al torneo sia il fatto che la Sicilia era tornata zona gialla, sono andato con degli amici a mangiare del sushi, però a quanto pare deve aver fatto indigestione, dato che sono stato male per un paio di giorni.

M: Ora, per iniziare, potresti dire ai meno avvezzi come ci si può qualificare per un evento del genere?

F: Certo! Allora, allo Showcase, o almeno quello in cui mi sono qualificato io, giocano otto persone che ottengono lo slot di partecipazione attraverso dei tornei di qualificazione.

A qualificarsi sono i migliori giocatori dei vari formati, quindi Limited, Modern, Standard, Pioneer, eccetera. Essenzialmente, per qualificarsi bisogna vincere la Showcase Challenge da quaranta Qualification Points su MTG Online, che si vincono attraverso la vittoria nelle leghe.

I primi otto a qualificarsi in queste Challenge ottengono un Token che li qualifica per i Play-Off, e il tutto si ripete tre volte. Queste ventiquattro persone (per formato) si sfidano quindi nel Play-Off finale, ed il vincitore è lo Showcase Champion del relativo formato, che ottiene la partecipazione al MOCS. Io ho vinto prima la Challenge del Pauper, poi ho vinto il Play-off.

M: Posso chiederti come mai proprio il Pauper? È un formato che preferisci rispetto agli altri?

F: In realtà qua la risposta è duplice: non soltanto il Pauper è il formato che gioco molto di più rispetto agli altri, ma anche il fatto che i mazzi di cui è composto il meta sono relativamente poco costosi ti permette in primis di buildarne molti per trovare quello che preferisci, e questo ti permette di conoscere meglio il meta e le varie interazioni/match-up.

M: E con che mazzo ti sei qualificato?

F: Ai tempi mi qualificai con un UR Delver, quando Mystic Sanctuary non era ancora stato bannato.

M: Passando invece al MOCS, come era composto il torneo?

F: Allora, gli otto qualificati essenzialmente giocano due tornei: un tavolo a eliminazione diretta di Draft e un tavolo a eliminazione diretta di Modern. Dopo questi due tornei c’è la finale, e a parteciparvi sono l’imbattuto del Draft e l’imbattuto del Modern.

M: E com’è andato il Draft?

F: Il Draft non è andato male, tutto sommato. Ho fatto 2-1 con Dimir Rogues, perdendo la prima partita contro quello che poi sarebbe stato il vincitore del pod.

M: Veramente niente male! Qualche opinione sul Limited di Zendikar Rising?

F: Penso che quest’ espansione sia quella che mi è piaciuta di più recentemente, quindi mi sono preparato molto per il Draft.

M: E si è visto, dato che 2-1 non è per nulla un brutto risultato. Con Dimir Rogues, tra l’altro, che io penso essere uno degli archetipi più forti in Draft.

F: Guarda, io penso che Dimir sia abbastanza forte, ma secondo me il miglior archetipo è Simic Kicker, anche perché lì Roost of Drakes, che penso sia la uncommon più forte del formato, brilla veramente… 

[seguono LETTERALMENTE cinque minuti dove  l’intervistatore e l’intervistato parlano di quanto sia forte e quanto value generi Roost of Drakes, con entrambi che snocciolano vari esempi tratti dalle loro esperienze]

M: …gli rimbalzi un pezzo, peschi e fai pure un volante? Troppo value. Comunque, quindi ti sentivi abbastanza ferrato nel Limited, no?

F: Beh, per come la vedo io è vero che il Limited sia un formato che richieda bravura quando si tratta di leggere i segnali, ma è anche un po’ dettato da quanto tu sia fortunato nello sbustare: se ti arriva il mazzo montato là siamo tutti bravi. Oppure basta aprire un paio di bombe e hai un vantaggio spaventoso sugli altri. Penso che la bravura in quel formato stia anche nel saper come montare il miglior mazzo possibile dalla robaccia che ti arriva.

M: Passando al Modern, ho visto che come mazzo hai scelto di portare 4C Omnath Control, no?

F: Sì, è veramente un ottimo mazzo.

4c Omnath by Cicciogire

(75)
Jace, the Mind Sculptor
Teferi, Time Raveler
Wrenn and Six
Teferi, Hero of Dominaria
Omnath, Locus of Creation
Uro, Titan of Nature’s Wrath
Hour of Promise
Cryptic Command
Force of Negation
Growth Spiral
Mana Leak
Path to Exile
Breeding Pool
Field of Ruin
Field of the Dead
Flooded Strand
Plains
Hallowed Fountain
Forest
Ketria Triome
Steam Vents
Misty Rainforest
Mystic Sanctuary
Raugrin Triome
Scalding Tarn
Snow-Covered Forest
Snow-Covered Island
Temple Garden
Island
Stomping Ground
Aether Gust
Celestial Purge
Cleansing Wildfire
Ashiok, Dream Render
Mystical Dispute
Supreme Verdict
Veil of Summer
Soul-Guide Lantern
Dovin’s Veto

M: È perché lo testavi da molto e quindi ti sentivi sicuro oppure lo hai scelto perché stava bene da un punto di vista del meta?

F: Conoscendomi, so che non saprei pilotare al meglio un mazzo in poco tempo. Quando uscì Omnath pensai che era una carta veramente forte, lo provai e vidi che andava molto bene. Da allora ho giocato solo quel mazzo in Modern ed ho visto che non solo stava molto bene nel meta, ma anche che era un mazzo molto forte.

M: Beh, sì, non solo come mazzo è veramente forte, ma genera anche moltissimo value, oltre ad avere delle carte che, prese singolarmente, sono assurde da un punto di vista di powerlevel.

F: Sì, è essenzialmente Jund 2.0. Prima Jund era Verde-Nero-Rosso, ora è praticamente Temur con lo splashino tattico per il bianco. Infatti c’è chi per scherzare chiama questo mazzo “Money Tribal”.

M: [ride] È vero, tra Omnath, Jace, Uro e i Teferini… Tra l’altro se ci fai caso, un sacco di queste carte sono anche state bannate dallo Standard.

F: Infatti all’inizio, quando lo avevo montato, ogni tanto pensavo: “Ma io perché sto giocando un mazzo Standard?”. Togliendo le Force of Negation, Wrenn e Jace è praticamente tutto Standard!

M: E come sono andati i tuoi match nel Modern?

F: A primo turno ho beccato lo stesso giocatore che mi aveva battuto nel Limited, però non era altrettanto bravo nel Modern. Infatti è stato brutto per me ritrovarmelo in finale e perderci contro, ma alla fine era da nove ore che giocavo e, alle tre di notte, ero pure abbastanza stanco.

M: Certo, questi tornei sono anche tornei di resistenza.

F: Esatto. Io ho partecipato anche a GP e PTQ e sono abituato a giocare per molto tempo, ma il fatto che il MOCS inizia alle sei del pomeriggio, aggiunto al fatto che c’è lo stress aggiuntivo del fatto che si gioca per grosse somme può creare problemi a qualsiasi giocatore. Inoltre, il livello medio dei giocatori era molto alto, ed il fatto che giocassi un mazzo quadricolor, dove ogni sfetchata risulta importante, di sicuro non aiutava.

M: E il resto degli incontri?

F: A parte un mirror, praticamente ogni giocatore col quale ho giocato aveva Blood Moon o Magus of the Moon o qualche forma di land-destruction, quindi è stato molto complicato.

M: Infatti, qual è stato per te il match-up più ostico?

F: Il match-up più brutto è stata di sicuro la seconda partita contro Gruul Ponza, dove penso di aver vinto non tanto per il fatto che l’avversario abbia mulligato, ma anche perché ho avuto un po’ di fortuna ed ho giocato bene attorno alle sue possibili giocate.

M: Parlaci della finale, allora. Com’è stata?

F: Nella finale ho reincontrato per la terza volta Kazuya, che giocava monoRed aggro con praticamente cinque Blood Moon nel mazzo, tra Blood Moon stessa e Magus.

M: Brutto.

F: Ammetto di averla giocata un po’ male, ma alla fine penso che la cosa che mi abbia veramente fregato sia il fatto che sono stato un po’ troppo cauto in varie giocate. Mi è capitato di non aver giocato Uro in un turno dove sarebbe stato cruciale, per esempio. La cosa è che, conoscendo la lista dell’avversario, pensavo di essere così tanto in vantaggio che non avrei perso contro Blood Moon, bensì contro un Magus, e non ho mai praticamente avuto tempo per lanciare Uro potendo tenere aperto un mana bianco per lanciare un Path to Exile sul Magus, se lo avesse giocato.

M: C’è anche da dire che uscivi da nove ore filate di torneo, però.

F: Sì, in quel momento ero veramente distrutto, e posso capire il giocare attorno all’unica cosa che mi avrebbe fatto perdere la partita, ma probabilmente, se dovessi rigiocare quel match, lo giocherei in maniera diversa. Alla fine, però non ho neanche rosicato molto. Una delle cose che preferisco di MTG è che è un gioco che premia chi fa la giocata migliore, e penso che si possa sempre imparare dalle proprie sconfitte. Inoltre, sapevo di avere già almeno il secondo posto in tasca, quindi tutto sommato non potevo lamentarmi.

M: Questo è il tuo miglior risultato della tua carriera da giocatore di MTG, giusto?

F: Sì, è da molto che gioco, e questo è non solo il risultato più prestigioso finora, ma anche il premio più grosso che abbia mai vinto, nonostante venga mangiato dalle tasse e dalla conversione in euro. Non si vince quanto si vince ad un Pro Tour, ovvio, ma sono tornei di grandezza ed importanza diversa, uno con più di cinquecento partecipanti, ed uno con solo otto.

M: C’è qualcos’altro che vorresti dire sul torneo?

F: Vorrei ringraziare le persone col quale mi sono allenato e con le quali mi sento su Discord. Penso che si migliora solo se si gioca con altre persone veramente brave, con le quali si può discutere sulle varie giocate o tech da sideboard.

M: Vorresti dare qualche consiglio a chi vorrebbe gettarsi nella mischia dei tornei?

F: Il mio consiglio è non solo di portare un mazzo forte, ma anche un mazzo che si conosce approfonditamente e che si gioca da molto tempo. È importante sapere bene come pilotare un mazzo per poter riuscire ad uscirne vincitore, ed ho notato che la maggior parte delle partite si perdono proprio per via di misplay causati magari dal non conoscere a fondo il mazzo. Inoltre, sappiate che lo stress è parte integrante di questi tornei, e lo stesso match-up che magari avete giocato in fumetteria qualche settimana prima non ha lo stesso peso di una partita di torneo, quindi preparatevi anche mentalmente.

M: Allora, ancora una volta, congratulazioni da parte di tutta la redazione e ti auguriamo il meglio per la tua futura carriera!

F: Grazie mille!

L’intervista sarà pure finita, ma voglio lasciarvi con il pezzo che Francesco ascoltava durante le sue partite, sperando che possa aiutare anche voi lettori a concentrarvi meglio ed a dare il massimo nelle vostre future partite. Da FlyingV è tutto, un buon ascolto!

Ben Böhmer - After Earth

Di FlyingV

Editor-in-Chief della sezione Runeterra.