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Argivian Records – Capitolo 1: I Thran

Autore Ansalonium
il 13-06-2020

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Periodo: Fino al -4798 AR

Espansioni corrispondenti: Nessuna

Libri corrispondenti: The Thran (In assenza di una versione italiana, le parti in corsivo sono traduzioni effettuate dall’autore a partire dal testo in inglese)

Prima della Guerra dei Fratelli…

Prima dei cinque colori…

Prima di Nicky Balls e Avengers: Gatewatch, esisteva l’impero Thran.

Non ci sono informazioni su quando o come questo impero si sia formato, tant’è che la nostra storia inizia quando la loro società sta già affrontando un periodo di decadenza che la condurrà rapidamente alla rovina. Quello che sappiamo per certo è che la tecnologia sviluppata da questa civiltà aveva raggiunto un tale grado di potenza e complessità da segnare, anche in modo catastrofico, la storia di Dominaria per i nove millenni successivi. Non a caso, le espansioni fino al ciclo di Urza ci presentano diversi artefatti legati ai Thran.

Qual è la situazione all’inizio di The Thran? Sappiamo che l’impero presenta un’estensione notevole – grosso modo i due terzi del continente di Terisiare, ma delle rovine saranno rinvenute anche a Shiv e nell’isola di Caliman – ed è suddiviso in otto città-stato: Halcyon, Nyoron, Seaton, Phoenon, Orleason, Chignon, Losanon e Wington. Se sette di questi nomi vi suonano familiari, la risposta è sì, derivano da quelli di altrettante città degli Stati Uniti. Come ho spiegato nell’articolo introduttivo, i libri sono altalenanti per quanto riguarda la qualità, anche se questo è uno dei migliori.

L’impero è governato da un consiglio di anziani, ciascuno in rappresentanza di una città. In caso di disaccordo, le decisioni passano a un consiglio di ventotto leader scelti per le loro abilità e conoscenze.

Halcyon, situata nella regione nordorientale di Terisiare, si è imposta come capitale in tempi relativamente recenti, nel -4903. Tale è il suo sviluppo tecnologico che questa città si mantiene sospesa nel cielo grazie alle pietre del potere, quelle powerstone che assumeranno un’importanza fondamentale per gli eventi di Dominaria e che sono ricavate da un’enorme miniera situata sotto la città. Ancor più che nel resto dell’impero, ad Halcyon le macchine rappresentano il potere.

A una prima analisi può sembrare un’utopia, quasi un’età dell’oro, ma i problemi non mancano: Halcyon è dominata da una forte disparità sociale. I cittadini sono suddivisi in caste, la conoscenza tecnologica e architettonica è privilegio di pochi e le altre branche scientifiche, in particolare la medicina, sono abbastanza trascurate. Poco dopo la sua imposizione come capitale, ad Halcyon iniziano le ostilità tra due fazioni: la prima è quella degli artefici, conservatori dell’ordine esistente che vedono nel semplice miglioramento delle macchine la risposta ai problemi della popolazione; la seconda è quella degli eugenisti, repubblicani che invece spingono per il miglioramento della popolazione stessa in parallelo a quello delle macchine.

Proprio nella fazione degli eugenisti compare il vero protagonista di The Thran, un medico brillante e privo di scrupoli che segnerà la caduta dell’impero e la nascita di Phyrexia. Naturalmente stiamo parlando di Yawgmoth.

Non si sa granché dei primi anni di Yawgmoth, se non che ha studiato come guaritore e ha sviluppato una teoria considerata blasfema dai più, secondo la quale le malattie non sarebbero dovute all’influenza di spiriti maligni bensì all’azione di microorganismi. Per il suo approccio alla medicina e per la lealtà alla causa degli eugenisti, all’età di trent’anni viene esiliato insieme al resto della sua fazione dopo la vittoria degli artefici.

Anche se la guerra civile si è conclusa, il clima ad Halcyon peggiora ulteriormente a causa del diffondersi di una malattia degenerativa, la tisi, che i guaritori non sono in grado di affrontare. Inizialmente si diffonde fra i ceti più bassi, perciò il primo provvedimento del governo è quello di trasportare i contagiati – detti gli Intoccabili – dalla città alle miniere sottostanti. Questo ovviamente fa salire il malcontento e scoppiano i primi tumulti, durante i quali l’artefice Glacian scopre cosa si ottiene mettendo insieme un malato di tisi con una società che lo abbandona e poi lo tratta come immondizia: viene infatti aggredito da un Intoccabile di nome Gix che lo ferisce con una pietra del potere.

Di lì a poco, Glacian si ammala di tisi e sua moglie Rebbec, capo architetto della città, sfrutta il proprio potere per far richiamare Yawgmoth dall’esilio. Dopo cinque anni, il medico torna nella città che lo ha cacciato e, in quell’occasione, il libro ci offre la sua unica descrizione fisica di cui disponiamo, che non ricorda molto quella del classico scienziato pazzo.

Yawgmoth era giovane – aveva solo trentacinque anni – vigoroso e più alto della maggior parte degli altri Thran. La sua pelle abbronzata resisteva al sole ardente del deserto e folti capelli neri scendevano davanti ai sui suoi occhi. Gli abiti da viaggio sporchi e logori nascondevano un corpo abituato al duro lavoro e alle privazioni.

Una volta fugato il dubbio che durante l’esilio si sia guadagnato da vivere posando per le copertine degli Harmony, Yawgmoth si dimostra subito molto più abile dei classici guaritori nella ricerca di una cura. Per cominciare, critica aspramente il fatto che la città si sia affidata a una fonte di energia la quale, anziché essere studiata a fondo, è stata semplicemente etichettata come “magia”; dopodiché studia il caso di Gix insieme a quello di Glacian.

Si scopre così che la maggior parte degli espulsi dalla città ha contratto la tisi in seguito all’esilio nelle Cave, perciò è molto probabile che la malattia sia legata alle pietre del potere e all’estrazione del mana. Dopo aver sentito questa diagnosi, Gix fugge e inizia a meditare vendetta. Nel frattempo, Yawgmoth collabora con il guaritore Xod, il quale riesuma una teoria – considerata una sciocchezza dai Thran – secondo la quale il mana non sarebbe privo di colore bensì scomponibile alla pari della luce, e che vi siano dei metalli in grado di schermare dai diversi colori: l’oro dal bianco, l’argento dal blu, il piombo dal nero, il ferro dal rosso e il rame dal verde. Questa proprietà sarà poi ripresa a livello di carte dai cinque myr di Mirrodin che permettono di aggiungere un mana di diverso colore a seconda del loro metallo.

Proprio mentre esplodono i tumulti, Yawgmoth riesce a produrre una soluzione a partire da questi metalli, che si dimostra efficace nel trattare i sintomi della tisi. Prima che gli insorti riescano ad avere la meglio sulla guardia cittadina, la ribellione viene placata con l’offerta di questa cura agli esiliati e Yawgmoth viene ricompensato con un posto permanente nel consiglio di Halcyon e il potere di legiferare in materia di salute pubblica.

Tutto sembra essersi risolto ma in realtà i problemi sono solo all’inizio. Per cominciare, Glacian è l’unico fra i contagiati a non reagire positivamente alla cura; la malattia sta anzi danneggiando anche il suo stato mentale. Inoltre Yawgmoth sta approfittando della sua carica per spostare l’equilibrio fra gli Intoccabili (che stanno tornando alla città fluttuante dopo la guarigione) e i suoi nemici, che si ritrovano ad essere spediti proprio nelle Cave dei Dannati. Infine, e questo è il problema più grave, Halcyon ha da tempo spianato la strada verso la propria rovina con delle scelte tragicamente sbagliate: la guardia cittadina è male armata e incapace di gestire qualcosa di più grande del mero disordine nelle strade – come si è visto durante la ribellione degli Intoccabili – mentre il grosso della protezione è affidato a macchine da guerra e soldati meccanici, scelta fatta anche dal resto dell’impero. E l’élite che gestisce queste macchine, come abbiamo visto, è accecata dal proprio orgoglio.

Durante un viaggio nelle regioni dell’impero, Rebbec si rende conto della crescente attrazione che prova per Yawgmoth, attrazione che lui ricambia anche se fra i due non accade nulla oltre lo scambio dei rispettivi punti di vista su come il loro popolo possa “ascendere”.

«Siamo sulla soglia di un futuro senza bisogni, senza malattie, senza guerra. Stiamo per liberarci dai pesi del mondo, ma questo ci scaglia contro i suoi artigli. Bisogni, malattie e guerre si gettano dal cuore nero del mondo per trascinarci a fondo.»

Yawgmoth strinse le spalle. «Guerre e tormenti hanno creato Halcyon, non l’arte e la bellezza come pensi. È il modo in cui le creature cambiano e si adattano. Solo di fronte alla morte gli esseri viventi si sforzano di trascendere. Guerra, pestilenza, fame: queste sono le doglie del parto dei nuovi imperi. Certo che hai paura. Stai dando alla luce un nuovo popolo.»

Oltre alla ricerca del progresso scientifico, ecco che si va delineando un altro caposaldo di quella che diventerà la filosofia di Phyrexia. Non a caso, il testo di colore di Foul Presence ci ricorda che nella lingua phyrexiana esiste una parola che significa sia “dolore” che “evoluzione”.

Una volta tornato dal viaggio, Yawgmoth riesce a compiere un altro passo in avanti nella sua scalata al potere: una volta scoperto che il siero mandato nelle Cave è stato progressivamente diluito, Gix ha scatenato una nuova ribellione. Yawgmoth ne approfitta per ottenere sia ulteriori appoggi alla sua ricerca che il completo controllo della guardia di Halcyon. Inoltre, studiando i disegni di Glacian, è riuscito a costruire un artefatto in grado di controllare la tecnologia basata sulle pietre del potere presente nella città. Con tali forze a disposizione, riesce a domare gli Intoccabili e ad assicurarsi l’obbedienza di Gix.

A questo punto, anche se non formalmente, Yawgmoth ha in mano le redini di Halcyon ma il suo piano è lungi dall’essere completato. La sua visione di una realtà evoluta ha bisogno di uno scenario ancora più ampio, forse di un intero mondo, ed è qui che entra in scena Dyfed, la prima planeswalker della nostra storia.



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