tesi

Non voglio portare sfortuna ma, incrociando le dita, ho finito gli esami dell’università e ho consegnato la tesi e a breve ci sarà la mia laurea magistrale in Marketing presso l’università Bocconi.

Come qualcuno magari già saprà, l’argomento della mia tesi è Magic.

Ho deciso di scrivere questo articolo perché, a seguito del mio precedente articolo sull’argomento ho ricevuto veramente tanti complimenti e incoraggiamenti, cosa che mi ha riempito il cuore di gioia perché mi ha mostrato come la community di Magic sia veramente una grande famiglia.

In molti mi hanno chiesto di poter leggere la tesi o di ricevere notizie al riguardo, di conseguenza, ho pensato che un ulteriore approfondimento sugli studi che ho fatto potesse interessarvi.

Volevo dirvi questo fun-fact perché credo sia rappresentativo di quanto siate stati gentili con me: quando ho inviato il questionario che avete compilato per aiutarmi a finire il lavoro, vi era il pericolo che non si arrivasse a 100 risposte, cosa che nella maggior parte dei casi rappresenta un problema e rende il tutto non valido per mancanza di dati.

Beh, in pochi giorni avete risposto in ben 650, cosa che mi ha permesso di lavorare al meglio…che dire se non “grazie”.

Allora senza perdere ulteriore tempo in chiacchiere vorrei mettervi al corrente di alcune riflessioni sulla nostra community che son emerse dalla mia tesi e che credo possano interessare tutti voi.

Se non vi ricordate nello specifico l’argomento dell’elaborato potete leggere l’articolo precedente, ma, riassumendo il tutto in due righe giusto per fare il punto della situazione, posso dire che l’intento era quello di comprendere cosa leghi i giocatori e il gioco, quali siano le ragioni per cui si gioca e che cosa rappresenti l’esperienza di gioco per i players.

Aldilà di alcune risposte che mi han fatto cadere dalla sedia dal ridere, riporterò 3 highlights sorprendenti e un piccolo bonus alla fine, cercando di mantenere un tono il più divertente e allegro possibile visto il momento di gioia di fine università, ma fornendo anche un contenuto informativo:

Il giocatore medio di Magic nega di giocare a Magic

Purtroppo, viviamo in una società in cui è innegabile che la figura del nerd non sia vista positivamente.

Giocare alle figurine può essere visto come una perdita di tempo, come qualcosa che ci può isolare dai contesti collettivi e a volte viene ricondotto erroneamente al gioco d’azzardo.

Senza scendere in polemiche, obiettivamente, per come sono i costrutti sociali, se vogliamo fare colpo su una ragazza siamo più portati a dire che andiamo in palestra piuttosto che dire giochiamo ad Arena, stessa cosa vale per le ragazze che giocano, che si sentono un po’ in imbarazzo a spiegare che preferiscono passare la serata in pigiama davanti a Magic Online piuttosto che in pista in discoteca.

Vi posso anche fare un esempio legato a uno studio sui giocatori di Warhammer in cui è emerso che addirittura queste persone se si incontrano al di fuori del gioco non si salutano nemmeno, un po’ perché il loro rapporto si ferma al gioco stesso e un po’ perché forse se sono in gruppo non vogliono dover rispondere alla domanda “chi è?” “come lo conosci?”.

Per queste ragioni, più del 50% di voi ha dichiarato di non condividere molto con le altre persone la propria passione, nemmeno con i familiari.

Non son infrequenti giocatori abituali che dichiarano di giocare solo per divertimento, o perché ci giocano gli amici, o di fare due partitelle ogni tanto.

Comprendo questo atteggiamento e me lo aspettavo, ma se devo essere sincero credo che sia sbagliato, anche se personalmente sono anche io colpevole a volte.

In realtà, credo che questo sia solo una piccolissima sfaccettatura di quello che è un grande problema della società contemporanea: dal momento che ci sono standard inarrivabili che vengono ostentati ovunque online, si tende a vergognarsi di quel che si è, perché non si può reggere il confronto.

Per fare un esempio, io che son personal trainer, amante dello sport, della palestra e del fitness, so benissimo di avere un buon fisico, ma è davvero avvilente aprire Instagram e vedere (tralasciando il discorso steroidi) atleti con forme fisiche inarrivabili come se fosse la normalità, quando in realtà solo una persona su 100.000 o anche di più ha quel potenziale genetico.

Bisogna rassegnarsi al fatto che non si può avere tutto e che il nostro più grande tesoro è la nostra personalità.

Nel 21esimo secolo è difficile essere sé stessi, si cerca sempre di imitare, di inseguire qualcosa, di diventare la brutta copia di un altro, quando in realtà i legami più veri nascono quando si condivide qualcosa che ci appartiene veramente, non quando si cerca in tutti i modi di piacere all’ altro cambiando sé stessi.

Vi risparmio la storia (vera) di quando mi son fidanzato con una ragazza perché da ubriaco le ho raccontato che la mia skill nella vita era bluffare i combat trick perché gioco sempre aggro e non me ne frega niente voglio trappare l’avversario e basta e lei era felicissima perché aveva trovato qualcuno che le raccontasse qualcosa di originale.

Non perdiamo la vita a cercare di piacere agli altri, alla fine cosa cambia se rincorriamo i leoni nella savana o topdeckiamo Lightning Helix con l’altro a 3, siamo pur sempre esseri umani con amore da dare e da ricevere, non nascondiamoci dietro a un dito e cerchiamo di costruire rapporti veri.

Il giocatore medio di Magic si deve ricredere riguardo le proprie aspettative sugli altri giocatori

Una cosa che mi ha colpito molto fra tutte quelle che ho riscontrato è che in generale ci si aspetta veramente poco dagli altri “nerd”.

Molti di voi dichiarano di evitare come la peste le pagine online e i gruppi Facebook perché pieni di incompetenti e addirittura di temere di incontrare solo nerd pazzeschi ai tornei o “gente che sembra non aver vita al di fuori delle figurine”.

Questo è uno dei motivi per cui si nega di giocare: il giocatore medio è visto come un essere strano, davvero poco attraente e con cui non si vuole avere nulla a che fare.

Questa cosa però viene completamente smentita dal fatto che più dell’80% di voi ha dichiarato di avere molti amici all’interno del gioco e un altrettanto elevato numero di rispondenti considera i GP all’estero con i propri amici uno dei veri motivi per cui gioca.

Viene dunque da pensare che le persone che si incontrano in giro per l’Italia a smazzare figurine non siano poi così ripugnanti…

In sintesi, vi è una discrepanza incredibile tra chi ci si aspetta di incontrare grazie alle figurine e chi si incontra realmente, cosa che se trasposta ad altri contesti fa molto pensare.

Quello che mi spaventa è che credo che esistano persone che rinunciano a esperienze che vorrebbero fare banalmente perché temono che l’abito faccia il monaco, riprendendo ancora la palestra, un neofita potrebbe decidere di non mettervi piede, temendo di incontrare solo gente col fisico di The Rock.

Io ad esempio credevo che in università a Milano vi potessero essere molti figli di papà esaltati e con poco da condividere con me, mentre in realtà ho costruito tante amicizie meravigliose.

Non precludetevi delle opportunità, non autolimitatevi per delle idee infondate o delle impressioni a pelle.

Nuovamente invito a fregarsene degli stereotipi e ad abbattere questa sciocca barriera di pregiudizi che abbiamo, siate un po’ più gentili col prossimo che vedrete che costruirete tante amicizie, dopotutto condividere una passione significa avere sempre qualcosa da fare insieme e di cui parlare.

Il giocatore medio di Magic difficilmente smette di giocare

Questa può sembrare una banalità, ma io ci vedo della poesia.

Più del 50% degli intervistati ha dichiarato di giocare da oltre 10 anni e in moltissimi affermano di aver iniziato da piccoli, per poi fare una breve pausa e riprendere in futuro.

Davvero in pochi si son definiti ex giocatori e quasi tutti hanno risposto di non aver intenzione di smettere presto, almeno fin quando il divertimento durante le partite è mantenuto.

Il motivo per cui credo che questa cosa sia interessante è il fatto che vedo una grande congruenza con quello che Zygmunt Bauman asserisce nel libro “Modernità liquida” che ho utilizzato come una delle mie premesse per la tesi, ossia il fatto che ormai in mezzo a tutti gli stimoli che la società offre è difficile identificarsi in qualcosa di preciso e costruire una propria identità duratura, conseguentemente si valorizza molto il culto del passato e i consumi a carattere esperienziale che possano lasciare un segno nella nostra vita e rimanere nella nostra memoria.

Quindi Magic sembra rappresentare un pilastro nelle nostre vite, qualcosa che nonostante la mutevolezza della società e della realtà, rimane con noi a tempo indeterminato.

Magic non è solo un modo per distrarsi, per staccare e passare il weekend fra amici, è qualcosa che ci identifica come persone, indipendentemente da quel che succede all’esterno del gioco, noi rimaniamo giocatori.

Questa credo sia la ragione più profonda per cui giochiamo, tramite due figurine e due facce familiari ritroviamo noi stessi e anche se ci sentiamo più persi che mai, abbiamo un appiglio e un appoggio che ci ricongiunge alla nostra vera identità.

Personalmente, tutti gli anni vado a un festival musicale che si chiama Sziget e ho intenzione di andarci ancora a lungo per motivazioni simili.

Sziget mi aiuta a riflettere, a inquadrare la mia vita e a ricordarmi che c’è qualcos’altro che mi aspetta, che ci son persone magari sperdute nel mondo con cui posso scambiare un discorso profondo alle 6 del mattino e sentirmi compreso.

Magic è come se fosse un ponte che non si è mai rotto fra il nostro “io” più giovane e quello presente, qualcosa che ci aiuta a ricollegarci a noi stessi per andare avanti senza mai perderci del tutto.

Non sottovalutate mai l’attaccamento che avete nei confronti di qualcosa, se anche la cosa più stupida ha un significato profondo per voi, un motivo ci sarà.

Non voglio annoiare ancora a lungo ma vorrei troppo fare il podio dei 3 eroi, ovviamente in forma anonima, che hanno risposto in maniera più divertente alle domande del questionario per farci due risate insieme.

Terzo posto: “Hai un rituale che svolgi prima di ogni torneo importante?”

“Bevo come un drago la sera prima, se mi sveglio senza un mal di testa disumano non vado neanche a giocare se no che gusto c’è?”

Secondo posto: “Cosa fai nella vita?”

“Gioco ad Arena e spacco una tastiera al giorno dal nervoso”.

Primo posto indiscutibilmente: “Cosa fai nel tempo libero?”

“Sco*o”

Saluto tutti e ringrazio ancora per il vostro contributo, spero il mio lavoro sia di gradimento per i professori e possa aiutare nel mio piccolo a mostrare che chi si limita a puntarci contro il dito per due viaggi e qualche figurina si perde un mondo.

Samuele Gallinari

Di Gamuele1996

2014 World Magic Cup Competitor. 3 Pro Tour giocati. Membro del Pro team "Le Fiamme di Pompei". Laurea Triennale in Economia Internazionale e Management. Personal Trainer ASI/CONI. Fotomodello.