DISCLAIMER:

Lo staff del Giocatore Medio e Commander Centurion prendono le distanze da quanto riportato nell’articolo. Le idee qui proposte sono dell’articolista e da lui esposte in maniera esaustiva

Presentazione

Ciao a tutti! Mi chiamo Alessandro e sono un giocatore di competitive di lunga data, sia per quanto riguarda il cartaceo che l’online. Recentemente mi sono innamorato del Centurion, il formato di Commander 1v1 più diffuso e giocato nel nord Italia. Fino a 6 mesi fa, sentire le parole “Commander” e “competitive” nella stessa frase mi avrebbe fatto storcere il naso… Ma mi sono bastati pochi tornei per ricredermi completamente. Penso che non solo le partite siano molto divertenti e meno “randomiche” di quello che sembra, ma che la sfida che il formato offre a livello di deck building rappresenti una dimensione nuova.
Il team che cura la banlist ha fatto e sta facendo un ottimo lavoro. Ha deciso di bannare le mana rock (che sono letteralmente il male di Magic imo) e di limitare al minimo il numero dei tutori. Inoltre ottimo lavoro per quel che concerne l’individuazione delle carte eccessivamente problematiche. (Su questo devo però puntualizzare che penso che Oko sia più forte di tipo il 70% dell’attuale banlist. Nel mondo che vorrei non è legale neanche averlo nel quaderno).
La conseguenza di questa accurata gestione è un formato che si sta diffondendo rapidamente grazie anche ad un’ottima rete torneistica che lo supporta, e che evento dopo evento continua a confermarsi vario ed aperto. Personalmente sono molto contento di questo, ed auspico che il Centurion diventi il formato più giocato in Italia; sono convinto che ci siano buona parte dei presupposti, ma ne manchi ancora uno fondamentale: l’accessibilità

Accessibilità al Formato – Il problema del Centurion

Questo problema, d’altronde, rappresenta un limite evidente di tutti i formati eternal. I giocatori, soprattutto quelli nuovi, devono fare i conti con l’esistenza della reserved list e tutte le problematiche ad essa concernenti. Tanto è vero che, per esempio, il Legacy ad oggi in Italia ha la community con l’età media più alta in assoluto, ed i pochi neofiti possono approcciarsi ai tornei solo grazie ai prestiti degli amici. Una questione sempre più annosa, sia per il tempo presente sia, soprattutto, in prospettiva.
Per fortuna, ora come ora, la situazione in Centurion è molto più rosea che altrove. Le carte costose in reserved non sono staple in tutti i mazzi, e le più forti sono bannate. Tranne le dual.
Le dual rappresentano da sempre un elemento caratterizzante per tutti i formati singleton, ed in generale raramente questo status quo viene messo in discussione dai giocatori È opinione di chi scrive, invece, che proprio un ribaltamento di questo paradigma costituirebbe un fattore di crescita non indifferente per il formato in termini di player base, ne eccenturebbe la vocazione competitive, e soprattutto impatterebbe POSITIVAMENTE l’esperienza di gioco.
Di seguito esporrò brevemente le principali ragioni per cui penso che un ban delle dual rappresenterebbe lo step in grado di rendere il Centurion il formato più giocato (e apprezzato) in Italia.

Il Ban delle Dual aumenterebbe l’accessibilità

Storia iniziale del Centurion

Analizzando il formato da una prospettiva storica, non mi é difficile capire perché le dual siano legali. Da un lato, quando il Centurion é stato concepito, esse costavano sensibilmente meno, ed al momento dello spike la loro legalità era ampiamente accettata. Dall’altro, la player base iniziale era composta principalmente da commanderisti , che o possedevano già le dual, o erano propensi ad investire per acquistarle. . Questo tipo di comportamenti é ampiamente prevedibile per quanto riguarda i giocatori casual e i collezionisti, che non hanno velleità di seguire un “meta”, e preferiscono allocare le loro risorse in modo da avere un mazzo “evergreen”, magari non sempre iperperformante ma sempre giocabile. Il ban delle dual porta quindi con sé la necessità di “tutelare” questi giocatori che hanno investito inizialmente nelle nostre amate terre doppie. Come vedremo più avanti, la questione si rivela però essere un falso problema.

Il Centurion prende piede

Da allora, però, le prospettive del Centurion sono sensibilmente cambiate. Il formato tende sempre di più al competitivo, i giocatori “di prima generazione” che si sono già fidelizzati, ed i margini di espansione che sono sempre più legati a giocatori estranei al circuito commanderistico, attratti, auspico, sia dalle opportunità competitiva sia dalla già menzionata gradevolezza del gioco. Per questi giocatori, che spesso vengono dal modern o dallo standard e non possiedono già le dual, avere una barriera di ingresso alta, limitante in termini di “scelta del mazzo” e che gli richieda di immobilizzare un fetta consistente del loro budget, senza dunque poterlo destinare a seguire gradualmente l’evoluzione del meta è una cosa estremamente sgradevole.

False soluzioni: Magda ed Oswald

Discutendo con uno dei ragazzi che gestiscono banlist mi è stato fatto notare che l’esistenza di mazzi monocolori competitivi, come Magda, Brazen Outlaw[/mtg_card[ e [mtg_card]Oswald Fiddlebender, sia sufficiente a tutetelare i nuovi giocatori. Onestamente, trovo questa argomentazione molto debole, se non addirittura falsa. Innanzitutto i mazzi in questione sono, a mio avviso, poco performanti:

  • Magda è un mazzo fragile e molto facile da giocarci contro, che non può praticamente vincere contro Darkblast o Plague Engineer e in generale soffre tantissimo le rimozioni. Il fatto che sia comunque molto giocato rappresenta a mio avviso una lampante stortura del sistem andandone a minare la performatività. (Visto che un mazzo più in meta tende a venire preso di miracon più consistenza).
  • Per quanto riguarda Oswald, citarlo mi pare a dir poco ridicolo, visto che è un mazzo molto poco giocato. Inoltre , a mio avviso, una brutta copia di strategie più performanti e costose come Akiri/Silas o Dargo/Silas.

D’altro canto, all’ultimo Rise of Thaur, svoltosi il 23/01, tutti e 4 i giocatori che non erano in possesso della dual (circa il 10% del meta), hanno scelto di giocare comunque mazzi a 2+ colori, accettando di avere manabase subottimali e di partire quindi, a tutti gli effetti, svantaggiati rispetto agli altri competitor; molti altri le hanno avute in prestito da amici. I primi hanno ritenuto, a mio avviso giustamente, che dover giocare monocolore costituisse una costrizione più importante di usare delle fetch per le shoclklands. I secondi hanno accettato la scomodità di giocare con carte prestate. Perché sì, affidarsi ai prestiti ha grossi svantaggi, anche se viene rilevato poco spesso; non mi dilungherò su quali siano, ma se la community ha piacere di parlarne scriverò un articolo più avanti.

Il Ban delle Dual renderebbe il meta più dinamico

A partire dalle premesse venutesi a  delineare al punto precedente, è facile concludere che il rischio di un meta eccessivamente statico sia dietro l’angolo. Benché le strategie utilizzabili siano davvero molte, buona parte dei giocatori si vede costretta a giocare lo stesso mazzo senza poter variare più di tanto. I giocatori che si approcciano al formato tendono a montare bicolori(o monocolori, accettando tutte le lacune di cui sopra), proprio per limitare il più possibile la “tassa dual”. Va da sé che se questa dinamica venisse meno tutti, anche i giocatori di lunga data che possiedono solo 1-2 dual,  sarebbero naturalmente portati a sperimentare maggiormente. Il meta dei tornei diventerebbe ancora più vario: la possibilità di provare mazzi diversi costituisce anche una gratificazione ed uno stimolo per i player, che si approccerebbero dunque al Centurion con maggiore entusiasmo.

Il Ban delle Dual permetterebbe il ritorno di Aggro(forse)

Una forte argomentazione collaterale a favore del ban delle dual è, inoltre, il fatto che, dopo un inizio promettente, aggro, in Centurion, è praticamente sparito dai radar. Ad essere onesto, penso che questa regressione delle strategie aggressive sia anche, in larga parte, conseguenza di una politica di design delle carte da parte di Wizards che tende a privilegiare strategie midrange con card quality alto: in effetti, anche solo guardando allo standard o al modern, questa dinamica appare più che mai evidente. D’altro canto è però innegabile che la possibilità di fetchare per due colori pagando solo 1 vita, unita al fatto che in questo formato si parte da 25, rappresentino una combo mortifera per le velleità di aggro di aspirare a un posto fisso da tier 1; nonostante tutto alcune strategie risultano competitive: Bruse/Reyhan e Arhabo.
Benchè gli aggro non siano particolarmente benvoluti dai giocatori, in particolare quelli a base rossa, secondo chi scrive essi rappresentano una componente essenziale per un meta sano. Perché? Perché tengono sotto controllo strategie strutturate per punire gli altri midrange. Rendendo necessario per tutti un deckbuilding più equilibrato, che tenga conto tanto della fase iniziale che quella finale della partita.
Rendere le shockland il bersaglo usuale delle fetch implicherebbe, forse, un ritorno di aggro sulle scene. Sono però convinto che ad ogni espansione che passa gli strumenti per arginare i mazzi aggressivi aumentino per numero ed efficacia e che il meta sia totalmente preparato ad assorbire e ad adeguarsi ai vari Gallia, Of The Endless Dance e Zurgo, Bellstriker che tornerebbero ad essere giocabili rappresentando un’opzione in più per i giocatori, senza mai essere minimamente oppressivi.

Il Ban delle Dual non danneggerebbe in alcun modo chi lo possiede

Ci sono due idee contro il Ban delle Dual:

  • La prima riguarda un potenziale danno che colpirebbe chi già le possiede, che si ritroverebbe con dei chiodi non giocabili. Ma…sono davvero così dei chiodi? Ovviamente no: la community Italiana è una fetta molto piccola di quella globale, e sono altamente convinto che i prezzi delle dual non sarebbero minimamente impattati da un ban in un formato locale. L’investimento economico fatto dai giocatori rimarrebbe fruttuoso, senza però andare ad a costituire una barriera di ingresso per il gioco. Anzi, per molti il ban delle dual rappresenterebbe la possibilità di vendere più serenamente! Si capitalizzerebbe sullo spike che il formato ha avuto in pandemia, trasformando il guadagno “virtuale” in soldi reali.
  • Nulla vieterebbe a chi è interessato di continuare, o persino iniziare, ad investire in dual, anzi, per chi ha soldi da impegnare è una cosa che mi sentirei anche di consigliare. Il dover per forza associare questo genere di spese alla giocabilità del formato mi pare, però, una vera e propria stortura.

La diversità del formato non verrebbe intaccata dal ban delle Dual

Veniamo dunque ad uno dei punti più delicati e controversi della mia argomentazione: QUANTO sono impattanti le dual sullo stile di gioco del formato? Una loro scomparsa renderebbe, per esempio, i mazzi a 3+ colori ingiocabili? A mio parere ovviamente no, ma capisco che possa esserci dello scetticismo. A sostegno della mia tesi porto dunque la tabella proposta a suo tempo da quel geniaccio di Frank Karsten, che si è preso la briga di calcolare in maniera accurata il numero di fonti di mana necessarie per giocare in curva le nostre magie.

Si consideri, per esempio, la seguente manabase, tratta dalla lista di Tasigur, The Golden Fang con cui ho fatto top8 al primo Rise of Thaur e top 4 a un torneo locale da 30 persone a Biella:

Zagoth Triome

Bloodstained Mire

Windswept Heat

Misty Rainforest

Verdant Catacomb

City of Brass

Polluted Delta

Wooded Foothills

Flooded Strand

Marsh Flats

Scalding Tarn

Watery Grave

Breeding Pool

Overgrown Tomb

Command Tower

Sunken Ruins

Clearwater Pathway

Creeping Tar-Pit

Darkslick Shores

Hinterland Harbor

Drowned Catacombs

Forest

Swamp

Flooded Grove

Barkchannel Pathway

Woodland Cemetery

Underground River

River of Tears

Island

Mana Confluence

Yavimaya Coast

Acquitrino dei Relitti

Reflecting Pool

Waterlogged Grove

Underground Sea

Bayou

Tropical Island

Manabase, come cambierebbe

Questa manabase, completa di dual, ha 32 fonti di Blu, 27 fonti nere e 25 verdi. Numeri più che sufficienti per soddisfare tutti i requisiti del mazzo: l’unico fronte su cui siamo un po’ deficitari è il Cryptic Command, che richiederebbe 33 fonti di Blu mentre noi ne abbiamo 32. Dobbiamo però tenere presente che questa manabase rappresenta un esempio in un certo senso “estremo”, poiché gioca qualche terra in meno della media (che ad occhio per il formato è di 39 terre), in virtù dei molti peschini: la mia ultima lista, per esempio, ne gioca 12.
Ipotizziamo di sostituire le nostre dual con una Botanical Sanctum, una Llanowar Wastes e Rimewood Falls: il conto delle fonti colorate non cambia di molto, perché le fetch ci portano comunque tutti e tre i colori. Abbiamo una
fonte nera in meno e una verde in più. Fine, perché l’efficacia delle fetch non è diminuita in termini di color fixing, visto che ci sono ancora le shock.
Un simile discorso si applica per le manabase a 4c: lascio al lettore l’onere di fare calcoli esatti, ma ho esperienza di più di un caso di giocatori che sono comunque riusciti a fare risultato con mazzi a 4 colori senza le dual

L’accessibilità limita le strategie a 3 o più colori

Ovviamente varierà il numero di vite a nostra disposizione, ma ho già cercato di spiegare perché questo “favore agli aggro” non sarebbe così negativo per la diversità del formato, e porrebbe anzi dilemmi di costruzione del mazzo interessanti. Sono infatti convinto che ad oggi molti mazzi a tre colori siano sotto-giocati per questioni di accessibilità, ma se dovessi basarmi sulle mie esperienze di test, che dati i risultati che ho conseguito posso considerare attendibili e fruttuose, direi che la mia personale tier-list è pesantemente sbilanciata in favore dei tri/quadricolor come:

che tendono ad avere buoni risultati con consistenza e ad avere conversion rate più che solidi.
Al contrario, nella mia esperienza, mazzi molto giocati come Geist Of Saint Traft e soprattutto Niv- Mizzet, Parun tendono sistematicamente a mostrarsi come scelte subottimali.
Rendendoli più economicamente accessibili permetterebbe ai tri/quadricolor di aumentare di numero ma sarebbero limitati per questioni di “power level”, perché sarebbero più deboli da aggro. Questo andrebbe a delineare una win-win situation in cui i giocatori sono più liberi di giocare quello che vogliono, ma non si vedrebbero troppo penalizzati se decidessero di restare sui bicolor.
Sono dunque convinto che il numero di mazzi di 3+ colori andrebbe complessivamente ad AUMENTARE dopo un ban delle dual, e non viceversa.

La complessità aumenta per i 5 Colori

Sul fronte 5c la questione è più complessa. Penso che questi archetipi verrebbero penalizzati, ma penso anche questo renderebbe possibile uno sban di Niv-Mizzet Reborn, che attualmente si trova, giustamente, al confino(Lista niv mizzet: CLICCA QUI). Si tratterebbe di una meta call, debole da aggro, e specificamente pensata per battere gli altri midrange. Compenserebbe la perdita di Esika e First Sliver, che peraltro hanno un meta share ridicoli visto che solo la manabase costa quanto un’utilitaria.
Ho spesso sentito dire anche “se le dual non sono cosi impattanti basta non comprarle”. Giusto? No, non è giusto. Diciamo che le manabase senza dual peggiorano del 5-10% (numeri calcolati basandomi sul numero di aggro attualmente presenti). Sono numeri non così importanti da impattare la giocabilità di un mazzo, ma lo sono abbastanza da inficiare, di tanto in tanto le performance del giocatore. Perché un giocatore che non ha le dual deve perdere anche solo il 2% delle partite più degli altri, se abbiamo stabilito che parificare la situazione porterebbe solo vantaggi a livello di game play e di diversità di meta?

Conclusioni

In questi giorni ho sentito molti giocatori propendere per una linea conservatrice, e molti proprietari di dual sentirsi tirati in causa e potenzialmente danneggiati dai ban. Onestamente sono posizioni che non capisco e ovviamente non condivido, anche perché le principali argomentazioni portate a favore di una permanenza delle dual sono state ampiamente discusse in questo articolo, e penso che siano in larga misura fallaci. Da giocatore di competitive di lunga data ed amante del Centurion, vorrei un panorama torneistico il più ampio e accessibile possibile, e farò di tutto per dare il mio contributo a crearlo. Invito anche i TO, che sono coloro che più hanno interesse nell’implementazione di tale circuito, a prendere in considerazione le mie parole e magari ad intavolare una discussione seria con il comitato, che nei miei confronti si è mostrato molto rigido e poco aperto al dialogo.

Ad oggi il Centurion è il formato di punta del commander e si è affermato come riferimento per chi vuole giocare competitive a 99 carte. Proprio in virtù del fatto che una player base già c’è, mi sembra il momento giusto per prendere questa decisione così significativa per lanciarlo definitivamente nel panorama italiano competitivo.

Buon Centurion a tutti!

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