Buongiorno a tutti! Mi chiamo Alessandro, gioco a Magic da più tempo di quanto voglia ammettere, e domenica scorsa mi sono qualificato per la prima volta al PT, facendo top 16 al LEC di Sofia.

Come potrete intuire, è stata un’esperienza fantastica. Non solo per il torneo in sé, che mi ha dato grandi soddisfazioni, ma anche per il contorno: gli anni di pandemia mi avevano fatto dimenticare quanto sia bello andare a cena tutti insieme dopo una giornata passata a giocare con le figu, o iniziare un bel money team-sealed all’una di notte, constatando con allegria e leggerezza che, come tutti i giocatori di Magic, anche io e i miei compagni di casa siamo dei ludopatici.
A prescindere dai risultati, penso che il bello di questi eventi sia proprio la compagnia, le discussioni infinite su come fosse il match up tra Sultai Midrange ed Esper control da standard nel 2018, i racconti buffi e grotteschi dei vecchi tornei e i pettegolezzi (è davvero un torneo di Magic se non si sparla di qualcuno?), a cui si aggiungono le esperienze che si fanno tutti assieme al presente. Per quanto io sia prevalentemente un giocatore di Magic Online, non faccio fatica ad ammettere che l’intensità delle esperienze in cartaceo è davvero insuperabile, e giocare un GP è una cosa che consiglio a tutti, perché la ritengo l’apice del Magic competitivo.

Per questo vorrei innanzitutto ringraziare i miei compagni di casa, che mi hanno incoraggiato, mi hanno fatto i complimenti, mi hanno rotto il culo in testing, ma soprattutto hanno riso e scherzato con me. Un grazie speciale va quindi ad Edo Rosadini, Teo Insinna, Teo Soldi, Andrea Rizzi ed ai miei compagni di team Michele Carretta e Gabriele Nardella, con cui ho condiviso tutto questo.

A proposito di team (e di ringraziamenti): ovviamente non avrei mai potuto neanche immaginarmi di ottenere questo risultato senza i ragazzi del Camioncio Team (@CamioncioTeam su twitter), con cui ho testo e cazzeggio su Discord: Andrea “PieGonti” Piemonti, Enrico “Tongo” Tognarini, Marco “TrueHero” Vassallo, Gianluca “Malowless” Andreano ed i già citati Michele “Miguel” Carretta e Gabriele “Gorzone” Nardella. In teoria, la nostra attività preferita (soprattutto la mia) è bullizzare il buon TrueHero quando prova a giocare le sue brew (giuro che quello che fa vedere in stream è solo la punta dell’iceberg), ma devo dire che quando ci mettiamo sotto seriamente i risultati non tardano ad arrivare, e le discussioni che facciamo sono davvero interessanti.

IL TESTING

Il mio testing si è strutturato in questo modo:

– ho giocato principalmente Pioneer League su mtgo. Alla fine di ogni lega scrivevo un breve report che mandavo sul nostro server, con la l’esatta lista che avevo registrato, il risultato ottenuto, i mu beccati, ed eventuali note a margine che mi sembrassero rilevanti, tipo se io o il mio avversario avessimo compiuto errori impattanti, le interazioni chiave individuate o gli spot particolari da tenere a mente, se avessi provato delle sidate alternative e così via. Anche se non sempre ricevevo commenti, questa attività mi è stata utilissima per tenere traccia dei miei risultati, e soprattutto mi ha consentito di costruirmi dei pattern che stimolassero l’autoanalisi piuttosto che un grinding continuativo e acritico, in cui troppe volte sono rimasto intrappolato. Essendo io una persona particolarmente pigra, infatti, ho bisogno di una routine ben rodata, alla quale posso attenermi per inerzia, ma che mi aiuti comunque a progredire.

– per farci un’idea più chiara del meta abbiamo costruito una tabella Excel, in cui, per ciascun archetipo, attribuivamo un punteggio da 2 a -2 a ciascun suo match up, in modo che bastasse un colpo d’occhio per verificarne la viabilità. Questo metodo non ha ovviamente una precisione scientifica, perché le nostre esperienze sono spesso limitate e le sideboard possono differire molto tra una lista e l’altra, ma ha stimolato il confronto e ci ha permesso di farci un’idea dei punti ciechi della nostra preparazione. Queste sono le conclusioni a cui siamo giunti il 12 novembre, prima cioè di selezionare i mazzi di cui volevamo approfondire testing e conoscenza:

Ovviamente i valori positivi attestano che il mu è positivo. “1” significa che il mazzo in questione è avanti, ma non più del 55-60%, mentre “2” significa che la superiorità è più netta. Qualora non ci sia nessun valore, significa che il match up non è stato adeguatamente testato. A posteriori, devo dire che sono abbastanza soddisfatto delle conclusioni a cui siamo giunti: abbiamo correttamente identificato che i due mazzi da battere sarebbero stati MonoG e Fenici, che Creativity poteva avere uno shot nel meta, e che i mazzi “fair” come RB erano da evitare.
In generale, il formato si struttura come una specie di carta-forbice-sasso, con i mazzi unfair che tritano i midrange fair, ma vengono battuti dagli aggro interattivi. Questi ultimi, però, hanno problematiche strutturali evidenti (la manabase di spiriti fa pena, ed Umani è una pila di 2/1 a costo 1, quindi è piuttosto fragile) e secondo me soffrono ancora più dei combo il fatto che in un torneo open decklist la gente mulliga per le proprie removal cheap quando gioca contro un mazzo aggressivo, per cui andare over the top ci è sembrata fin da subito una decisione premiante.
Penso che, in generale, il pioneer goda di ottima salute in termini di varietà, ma che spesso i game siano noiosi o troppo scriptati. Il dado è un fattore MOLTO rilevante, e il power level delle mani nuts di ciascun tier sopravanza di molto quello delle mani medie, ma mulligare aggressivamente per le suddette mani nuts è possibile solo in parte, perché tutti gli archetipi hanno bisogno di un alto numero di risorse con cui operare. Ciononostante, credo che in generale la gente mullighi ancora troppo poco, e che i mazzi migliori siano proprio quelli che reggono meglio i mulligan fino a 5: MonoG ha bisogno di sviluppare velocemente all’inizio, ma una volta raggiunti i 6 mana ha nel mazzo un sacco di topdeck forti, e Fenici può recuperare dallo svantaggio carte grazie all’accoppiata Pieces+Tresure Cruise.

– abbiamo parlato molto tra di noi e testato in direct 1v1 i match up che ci parevano più interessanti. Alla fine, non abbiamo trovato un mazzo che avesse una superiorità schiacciante sugli altri, anche se MonoG ci si avvicinava, per cui i tre membri della spedizione-Sofia hanno scelto ciascuno l’archetipo con cui si trovava più a proprio agio. Michele ha portato MonoG, mentre Gabriele ha optato per Spiriti, ed io ho deciso per Creativity in virtù degli ottimi risultati che avevo ottenuto nelle ultime leghe.

– per ciascuna lega, ci siamo riproposti di cambiare almeno 2-3 carte dalla precedente, in modo da prendere in considerazione tutte le carte viabili per un determinato archetipo, e essere sicuro di non finire a giocare una lista “stock” ma subottimale. Ovviamente questo procedimento mi ha aiutato infinitamente a tunare Creativity, che è praticamente un rogue deck di cui le liste stock nemmeno esistono, ma è stato utile anche quando abbiamo provato altri archetipi. La lista di MonoG che ha registrato Miguel, per esempio, è davvero ottima e mi sentirei di consigliare le 75 a chiunque.

L’idea di fondo è che molti degli artefatti che si giocano in side siano troppo situazionali, e che sia meglio avere un paio di carte che siano sidabili in ciascuno mu, pur restando tutorabili da Karn in G1. È il caso del secondo Stone Brain nei mirror e contro i combo, della seconda Skysovereign vs aggro, di Unlicensed Hearse contro Greasefang e Fenici e dell’Haywire Mite contro Fires. Inoltre abbiamo concluso che Nicol Bolas è meglio di Teferi, perché permette di scombare anche se l’oppo ha fatto Cranial sui nostri Karn, copiando l’abilità del Karn dell’oppo.

Anche la lista di 5c Keruga Fires a cui siamo arrivati ci sembra significativamente meglio di quella “classica”, perché il channel di Twinshot Sniper può essere utilizzato sotto Fires e non può venire tassato da Thalia, che è il threat più problematico del match up contro umani. Inoltre Moon-Blessed Cleric ci permette di vedere Fires of Invention con più consistenza, e sono convinto che fare Fires di quarto sia davvero fondamentale per questo archetipo.

Il mazzo che ho portato: UR Creativity

UR Creativity è il mio pet-deck, e sono molto orgoglioso di essermi qualificato al PT con questo archetipo un po’ negletto, su cui per molto tempo ho lavorato praticamente solo io. Essendo un grande fan di Inverter, sono sempre stato attratto dai combo a due carte, e penso che in questo formato siano tendenzialmente ottimi, perché l’interazione è poca e spesso subottimale. Inoltre, un combo interattivo mi sembrava la miglior risposta possibile a MonoG, ed in effetti ritengo che il mu contro le foreste base sia abbastanza favorevole. La cosa che mi ha convinto maggiormente di questo mazzo, però, è stata la side, ed in particolare la possibilità di trasformarci in un midrange “fair”, che casta Creativity for value, spesso con X=1 per sorprendere gli avversari quando non sono open, ed è predisposto per giocare game lunghi e grindy.

Dopo aver testato mille iterazioni diverse, questa è la lista finale a cui sono approdato, e che mi accingo a introdurre in ciascuna sua componente:

La Manabase:

Poco da dire sulla manabase, se non che l’obiettivo ultimo è quello di massimizzare le fonti UR. Gioco solo 2 Spirebluff perché voglio landare stappato anche e soprattutto dopo il turno 3, e le Shivan Reef assolvono a questo compito molto meglio.
Ho testato qualche utility-land come Hall of the Storm Giants e Field of Ruin, ma sono arrivato alla conclusione che non riuscivo quasi mai ad usarne le abilità, e spesso finivano per danneggiarmi: l’una, perché entra troppo spesso tappata, l’altra perché produce solo mana colorless, e quindi va decisamente poco d’accordo con il Niv Mizzet di side. Menzione d’onore per Sokenzan, che all’occorrenza può produrre due token 1/1 da targhettare di Creativity, per cui sono ben contento di giocarne due copie, nonostante sia leggendaria. Le MDFC sono state stellari per tutto il torneo: Spikefield Hazard e Valakut Awakening possono risultare fondamentali quando vengono usate come spell (soprattutto Spikefield, che è ottima per uccidere gli elfi), ma al tempo stesso portano virtualmente il nostro land count a 27, un numero più che congruo per un mazzo che vuole landare almeno 5 terre preboard, almeno 7 post.

L’interazione:

Sulle removal non c’è molto da dibattere: i Fiery Impulse sono la migliore versione di Shock disponibile per questo mazzo, e le Fire Prophecy, per quanto bruttine, sono obbligatorie, perché ci permettono di mettere Xenagos e il Wurm in fondo al mazzo, qualora dovesse capitarci di pescarli. 4 Negate possono far storcere il naso a molti, ma penso che la carta sia proprio quello che l’archetipo necessita: un counter secco ma cheap, che possa proteggere la combo, ma anche counterare una minaccia significativa dell’altro.
Originariamente, in quello slot c’erano i Divide by Zero, ma nelle counterwar 3 mana sono davvero tanti, fare Remand su Karn spesso non era sufficiente, perché l’oppo ce lo avrebbe riproposto il turno successivo, e avere 3 slot di side lockati era davvero troppo. Ho provato anche Spell Pierce, constatando però che, soprattutto postboard, diventava una carta morta troppo in fretta. Negate è invece la risposta perfetta ad alcune delle carte chiave più significative del formato: Treasure Cruise, Karn, Storm the Festival, Fable of the Mirror Breaker, Pieces of the Puzzle, Leyline Binding e Kiora, quindi accetto di avere una carta praticamente morta contro MonoW e Spiriti perché contro il resto del meta è ottima. Mono Dispute di main è un’altra scelta apparentemente strana, ma la carta mi ha regalato molte soddisfazioni, perché quando è forte è MOLTO forte, e negli altri casi possiamo semplicemente ciclarla con Saga/Prophecy/Big Score.

La combo:

Per scherzare, la combo di Creativity potrebbe essere riassunta così: si giocano 6 filleroni da limited, che servono ad enablerare una mitica bulk, che cerca due creature che sono nel nostro mazzo, ma non vogliamo mai pescare.

Ma anche così: due carte, 30 danni di quinto.

Certo, si tratta di una combo fragile: Leyline Binding risolto è imbattibile, i counter non sono i nostri migliori amici, e gli shatter possono farci brickare. Vero è, però, che le risposte a quello che cerchiamo di fare non sono molto giocate, e soprattutto costringono gli avversari a tenersi open, dandoci tempo per settarci e proteggere la nostra combo con Negate, o facendo Creativity per X=3.
Il mu contro 4c Fires, ad esempio, all’inizio mi sembrava praticamente invincibile, perché provavo a scombare troppo aggressivamente e venivo spesso punito da Binding. Giocando il match up un po’ di più, però, mi sono accorto che il suo mana era sempre estremamente tassato, perché tutte le sue minacce costano un sacco e lui non può mai castare Fires. Di solito, la sua prima minaccia significativa arriverà verso il turno 6, e per allora noi avremo avuto tutto il tempo sufficiente per aggiustarci la mano con Impulse, Saga e Big Score, e di solito saremo in grado di scombare con il counter di backup appena l’oppo tapperà 4/5 terre per fare un pezzo.

Pescare Xenagos e il Wurm è la parte più fastidiosa del mazzo, e fa ridere che ogni tanto preferiremmo saltare la draw, perché l’unico out dei nostri oppo è che noi peschiamo una carta che abbiamo deciso di mettere nel mazzo. Abbiamo però svariati modi di aggirare la sfortuna.

Con Wurm basta un modo di scartarlo, tipo Big Score o Saga. Xenagos, invece, va per forza rimesso nel mazzo con Prophecy o Valakut Awakening, ma non sempre pescarlo è drammatico come sembra, perché averlo in mano significa che possiamo semplicemente fare Creativity per X=1 e cascare il Wurm, che spesso è sufficiente per vincere la partita da solo, o alla peggio può one-shottare l’oppo con l’aiuto di uno Xenagos hardcastato grazie ai tesori il turno successivo.

È necessario infine aprire una parentesi su Secrets of the Key, carta con cui ho un’intensa relazione di amore-odio. Certo, il power level è quello che è, ed ho provato più volte a tagliarla, ma alla fine ho optato per includerla per diverse ottime ragioni. La prima è aggiunge più consistenza al nostro pacchetto di permanent-makers che fanno da target per Creativity. Inoltre ci permette di sviluppare nei mu lunghi, in cui la mana efficiency non è troppo un problema e, non avendo fretta di scombare, tendiamo a rompere i clue, come contro UW control e Fenici. La terza ragione è che si tratta dell’unico modo per fare Creativity di quarto, che è rilevante soprattutto postboard, quando farla per X=1 è sufficiente.

La side:

La side è il vero punto forte del mazzo. Abbiamo a disposizione dei threat alternativi e delle risposte cheap alle minacce altrui. Di seguito una breve SB guide contro i vari tier:

MonoG

OTP
-2 Secrets of the Key

-2 Fire Prophecy

+2 Gust

+2 Stroke

OTD
-4 Fire Prophecy

-1 Xenagos

-1 Wurm

+2 Hullbreaker Horror

+2 Gust

+2 Stroke

Ho testato molto questo mu e devo dire che lo trovo molto favorevole. Di solito quello che dobbiamo fare è rallentare il nostro oppo uccidendo i suoi elfi e counterando i suoi accelerini, per poi scombare e vincere. In generale, i frangenti più skill intensive sono: 1) capire che mani tenere. Sapendo cosa gioca l’avversario io consiglio sempre di cercare una remuval per gli elfi, specialmente otd 2) capire quando fare negate su rampini e quando tenerli per Karn/Storm. Scelta molto contestuale, in generale mi piace counterare Kiora e Wolfwillow aggressivamente, soprattutto se abbiamo gestito gli elfi, ma dipende anche da quante carte ha lui in mano e da quanto siamo vicini a scombare 3) capire quando tapparsi per fare saga. Anche qui, non c’è un’euristica definita, dipende interamente dal contesto.

I miei compagni di team erano scettici su questo mu per via di Stone Brain, ma io sono convinto che la carta non cambi troppo le dinamiche del match up, perché Karn era un must-counter già prima, e Ratchet Bomb era ancora peggio di Brain, perché più cheap ed in grado di uccidere anche i Tesori/Token di saga. In torneo, per esempio, ho vinto facilmente un game post side contro MonoG in cui lui mi ha fatto stone Brain su Creativity, perché grazie ai miei goblin sono riuscito a levare Karn, lui si è un po’ piantato col mana, ed io sono riuscito a counterare la mono minaccia che proponeva ogni turno, a flippare due saghe e chiudere con i Riflessi di Kiki-Jiki che si copiano a vicenda.
Otd penso che la combo sia troppo lenta, ed Hullbreaker di solito è sufficiente per ucciderlo, soprattutto se riusciamo a copiarlo di Saga.

Phoenix

-4 Fiery Impulse

-4 Big Score

-1 Wurm

-1 Xenagos

-1 Fire Prophecy

-2 Creativity

+4 Rending Volley

+1 Niv

+2 Hullbreaker

+2 Stroke

+2 Typhoon

+2 Dig

Fenici è un match up particolare, perché il mazzo è molto difficile da pilotare bene, quindi c’è molta differenza tra il giocare contro un pilota medio ed uno forte. Direi, comunque, che Creativity è in ogni caso favorito. G1 dobbiamo assicurarci che non sviluppi troppo in fretta, uccidendo i sui Shredder e counterando Pieces.
In questo modo potremo prenderci il lusso di giocare attorno a Pierce, che è la sua unica risposta alla combo. È comunque importante tenere a mente che ne gioca solo 2, quindi, spesso, anche provare ad ucciderlo di quinto ci può premiare, soprattutto se ci sentiamo nudi da una sua eventuale stringa di peschini+Cruise il turno successivo. In ogni caso, è importante risolvere Big Score quando lui è tappato out, in modo tale da non dargli uno spot per counterarcelo e fare 2×1. Postboard cambiamo completamente piano, perché lui mette Dispute, Gust e Stroke, quindi la nostra combo diventa infinitamente più debole. Approcciamo la partita come se fosse un mirror di controllo, cercando di landare tutti i turni, di counterare le sue spell chiave ed infine di ucciderlo con i nostri threat incounterabili, ai quali non può raccontare granchè.

Humans (MonoW)

-1 Wurm

-1 Xenagos

-4 Negate

-1 Dispute

+1 Niv

+4 Rending Volley

+2 Typhoon

Il mu è piuttosto bruttino, perché lui è più veloce di noi e Thalia è un palo: dopo una sessione di testing intensivo, io e Miguel abbiamo stabilito che è molto peggio di quell’”1” che avevamo segnato sulla tabella all’inizio. Postboard migliora un po’ perché abbiamo 4 remuval a 1 in più, che per giunta ammazzano anche Adelina, ed avere Niv come unico target ci permette di fare Creativity un turno prima. La scelta di avere il Parun come sola creatura, però, può rivelarsi controproducente qualora il nostro oppo decidesse di mettere dentro le Declaration in Stone. Non dovrebbe, perché, contro la combo non fanno nulla, ma soprattutto G3 buttate un occhio per controllare che l’oppo non stia cambiando sidata, ed in quel caso cambiatela anche voi.

Humans (BW)

-1 Wurm

-1 Xenagos

-4 Negate

-1 Dispute

-4 Impulse

+1 Niv

+2 Hullbreaker

+4 Rending Volley

+2 Typhoon

+2 Dig

Ho beccato questo mu in torneo e sono riuscito miracolosamente a vincere 2-1, ma ancora adesso non mi capacito del come. Credo che sia un match up atroce, perché Dire Tactics è semplicemente devastante. Se vi aspettate che questo mazzo sia molto rappresentato, non portate Creativity.

RB Mid

-4 Negate

+2 Dig

+2 Typhoon

Sì, lascio dentro Mystical Dispute nonostante sia una Mana Leak a costo 3, perché comunque è una risposta a Sheoldred. Lui G1 non dovrebbe avere risposta alla combo, ed il modo in cui strappa le partite è facendo Seize al momento giusto e poi aggrandoci. Vista la nostra consistenza, direi che restiamo favoriti. È inoltre da tenere a mente che postboard Shark Typhoon è un’ottima wincon alternativa, soprattutto se riusciamo a rampare con i Big Score. Abrade/Kolaghan’s Command potrebbero punirci qualora provassimo a scombare troppo aggressivamente, ma bisogna comunque considerare che in questo mu per vincere di solito basta il Wurm, ed abbiamo comunque il 50% di probabilità di hittarlo anche se lui fa Shatter. In generale, comunque, come contro tutti i mu in cui l’altro può romperci un tesoro, megli fare Creativity per X=3 quando possibile.

UW Control

-1 Wurm

-1 Xenagos

-4 Fiery Impulse

-3 Fire Prophecy

+2 Stroke

+2 Dig

+2 Typhoon

+2 Hullbreaker Horror

+1 Niv

La prima non la vinciamo quasi mai, ma la buona notizia è che post side miglioriamo molto, ed Hullbreaker per loro è un vero incubo. Assicuriamoci di hittare i land drop e di giocare attorno a Wadering Emperor, e siamo a cavallo. Anche qui risolvere Big Score è problematico, quindi facciamolo aggressivamente in risposta ad una sua draw Spell a CC4 o quando si tappa per fare Teferi (o scartiamolo di Saga, quando possibile).

Keruga Fires

-1 Wurm

-1 Xenagos

-4 Fiery Impulse

-1 Fire Prophecy

-1 Valakut Awakening

+2 Stroke

+2 Hullbreaker Horror

+2 Dig

+2 Gust

Come dicevo prima, pensavo che il mu fosse molto brutto a causa di Binding, ma più lo giocavo, più realizzavo che non è così. Basta non essere troppo aggressivi, assicurarsi di sviluppare il mana e aspettare che sia lui a fare la prima mossa. Postboard diventiamo praticamente un control puro. Cerchiamo di hardcastare Hullbreaker con del mana open, così da potercelo rimbalzare in risposta al trigger di Binding.

Bant Spirits

-1 Wurm

-1 Xenagos

-4 Negate

-1 Big Score

+4 Rending Volley

+1 Niv

+2 Typhoon

Il G1 è quasi impossibile, perché per vincere dobbiamo passare dal risolvere una Spell con un costo addizionale che sta sotto Queller ed un’altra che costa 2RRR e sta sotto Wanderer, ed in tutto questo Shacklegeist può semplicemente tapppare il nostro Wurm e non farci attaccare. A proposito di questa interazione: è da tenere a mente che Creativity può targettare anche i pezzi dell’oppo, quindi con Shacklegeist giù possiamo comunque vincere castandola con X=3 targettando due nostri Tesori e il suo Shacklegeist (e sperando che non ne caschi un altro). Postboard il mu migliora TANTISSIMO, e direi che siamo favoriti. Le loro 75 non contengono un modo per risolvere Niv, quindi se il Parun tocca il campo di battaglia la partita è praticamente finita. Facciamo solo attenzione a non bloccare troppo a cuor leggero, per giocare attorno a Eiganjo.

Greasefang

-1 Wurm

-1 Xenagos

-4 Fable

-1 Awakenig

-1 Dispute

+4 Rending Volley

+2 Hullbreaker Horror

+2 Dig

Uno dei nostri mu migliori in assoluto. Abbiamo tantissime remuval per Greasefang, quindi il loro piano A risulta spesso inefficace, ed anche se l’opppo dovesse riuscire ad animare Parhelion noi potremmo semplicemente scombare il turno dopo e ucciderlo. Postboard levo la combo e le Fable per rispettare i suoi 1000 Shatter (Decay/Trophy/Tear Asunder), e perché tanto il 7/8 è più che sufficiente ad ucciderlo; inoltre, per quanto riguarda Favola, è davvero difficile trovare uno spot safe per risolverla prima del turno 5. Soprattutto post side, la partita diventa spesso una guerra di posizione, quindi non è inusuale finire per castare Hullbreaker a mano.

Gruul Mid

-1 Dispute

-2 Secrets of the Key

+2 Gust

+1 Shark Typhoon

Match up abbastanza stupido, è una race e basta. Mi sento abbastanza favorito perché uccidergli l’elfo lo rallenta un sacco, ma ammetto che tra essere on the play e on the draw c’è un abisso. Postboard facciamo dei cambi minimali: Gust è ovviamente molto forte, Typhoon è leggermente meglio di Dispute. Negate è insospettabilmente ottima, perché pinza le avventure e soprattutto Esika’s Chariot, inoltre in g2 e g3 è la miglior risposta possibile alla sua carta di side più problematica, ovvero Cindervines. A questo proposito: se siamo otp postboard ed abbiamo sia Negate che Fire Prophecy, è meglio fare la seconda terra e passare, senza usare la nostra remuval sul suo elfo, in modo da massimizzare le nostre chance di counterare l’incantesimo molesto.

Angels

-3 Negate

-2 Secrets of the Key

-1 Dispute

+4 Rending Volley

+2 Shark Typhoon

Ho giocato questo mu molto poco, ed ho sempre vinto. Lui non ha risposte alla nostra combo, l’unica cosa a cui dobbiamo fare attenzione è il suo life total: se inizia a buildare un board e va sopra le 30 vite, le cose iniziano a farsi problematiche.

Il Torneo

DAY 0

Il viaggio verso la Bulgaria è piacevole e per niente ansiogeno. Quando mi presento al controllo passaporti dell’aeroporto di Orio al Serio, ovviamente in ritardo perché mi sono perso cercando il gate, grondo di sudore ed ho la faccia stravolta. Il tizio responsabile di esaminare il mio documento prende la mia carta d’identità, se la rigira tra le mani con gesti lenti, me la porge in modo molto teatrale, poi fa un bel sorriso disteso e mi dice, con un trillo nella voce: – Lo sa che a lei in Bulgaria l’arrestano?

Lo guardo in preda al terrore. Attimi di silenzio. Poi, finalmente, mi viene l’intuizione di domandare come mai. Lui mi spiega che il mio documento ha il bordo superiore leggermente rovinato, e che per questo motivo potrebbero farmi storie. Senza darmi tempo di balbettare qualcosa, però, aggiunge:- Vada pure, non è un problema mio.

Lo dice con la stessa allegria di prima, come per farmi intendere che un mio arresto gli farebbe anche piacere, tutto sommato, e che sapermi digiuno nei meandri di una prigione bulgara sarebbe un bell’incentivo per cominciare le sue mattinate con una colazione abbondante.

Mi dirigo verso l’imbarco ancora mezzo sotto shock, con la sensazione che questa avventura non prometta niente di buono. A consolarmi ci pensa il tipo in fila davanti a me, che, durante il check in, quando deve esibire il proprio documento all’assistente di volo, tira fuori una specie di pappetta semisolida, composta da due brandelli laceri tenuti insieme da un sottile strato di scotch, che assomiglia più ai rimasugli di una torta alle nocciole appena vomitata da un drago con problemi di reflusso che ad un documento in corso di validità. Viene comunque fatto passare senza problemi. A me non dicono niente, e concludo che anche se dovessero trattenermi alla frontiera sicuramente non sarei l’unico a dover essere imbarcato a forza su un volo di ritorno, vista la cura che i giocatori di Magic riservano per tutto ciò che non è tournament-legal.

All’arrivo in Bulgaria, c’è effettivamente da sudare freddo. Rimango davanti al gabbiotto del controllo documenti per un tempo che sembra interminabile, mentre le due addette al controllo si passano vicendevolmente la mia carta d’identità più e più volte, parlando in bulgaro ed alzando di tanto in tanto gli occhi per guardarmi in faccia.
Non posso fare a meno di notare che una di loro, quella che è seduta di fronte a me, ha una rimarchevole somiglianza con la Signorina Spezzaindue di “Matilda 6 mitica!”, ma mi viene l’illuminazione che forse farglielo presente potrebbe peggiorare ulteriormente la mia situazione. Ovviamente non capisco quello che si dicono, ma concludo che il problema, più che il margine rovinato, sembra essere la mia foto. Cosa particolare, perché credo che la fototessera che ho usato per fare il documento catturi benissimo l’espressione ebete che ho per la maggior parte del tempo, ed il taglio di capelli che avevo quando l’ho fatta è pressocchè lo stesso che ho oggi. Dopo un fitto parlottare, per fortuna, vengo lasciato andare. Raccolgo le mie cose, pallidissimo, e mi dirigo verso l’uscita, pensando che il mio torneo l’ho già vinto passando la frontiera.

Prendendo la metro, ho modo di confrontarmi con molti altri giocatori italiani qualificati all’evento che hanno preso il mio stesso volo. Le reazioni quando dico loro che gioco Creativity vanno dal “che cosa fa esattamente il tuo mazzo?” al “ma te l’han detto che è pioneer?”, passando per il “dovresti smetterla di drogarti” e il “figo, spero di beccarti in torneo!”. Non mi faccio troppo scuotere dallo scetticismo altrui, almeno per ora, anche perché so che portare un rogue deck ad un evento così importante non è una scelta scontata, e di solito viene compiuta da chi non ha testato e si è lasciato abbindolare da qualche video con un claim dubbio che ha trovato nei recessi di YouTube, oppure da chi ha una malcelata passione per il masochismo. Nel dubbio ho con me anche MonoG e Fenici, nel caso dovessi cambiare repentinamente idea.

Mentre cammino per la prima volta nel centro di Sofia insieme ai miei compagni di casa, maturo una netta impressione, che andrà rafforzandosi nel corso del week-end: la città è praticamente una copia ingrandita di Gallarate, con tanto di nebbiolina fitta fitta che quando la respiri ti sembra di stare nel remake di “The Mist” e quell’impressione di grigiore diffuso che farebbe cadere in depressione anche il più incallito degli ottimisti. Credo peraltro che anche i locali siano consapevoli di cotanta desolazione, tanto è vero che, a giudicare dai negozi che vediamo aperti lungo la strada, l’economia del posto sembra reggersi prevalentemente sullo smercio di prodotti altamente cancerogeni a base di tabacco e sulla vendita di superalcolici. In compenso i ristoranti sono sempre tutti prenotati, e nel corso della permanenza verremo rimbalzati un sacco di volte.

Il lato positivo della location, comunque, è che la valuta locale è molto debole rispetto all’Euro, quindi è come se da loro tutto costasse la metà. La prima sera, per esempio, mangio un hamburger kebab da tipo 500 grammi, con dentro un quintale di carne, svariate salse, diverse verdure non bene identificate e gli scarti della lavorazione di una falegnameria dei dintorni, accompagnato da una porzione abbondante di patatine, fritte in un liquido che poteva benissimo essere grasso umano, e da una provvidenziale Coca-Cola per spurgare, e pago il tutto l’equivalente di tre euro. Certo, sedermi sul cesso il giorno dopo è stata un’esperienza ai limiti dell’umano che non consiglierei a nessuno, ma sul momento devo dire che mi sentivo piuttosto sazio.

Finito di cenare, la ludopatia ha ragione sui nostri propositi di spassarcela, ed andiamo a casa a testare.

Può sembrare strano, ma il fatto che il mio archetipo lo giochi solo io non mi rende un avversario particolarmente gettonato: tutti vogliono vedere come se la cava il loro mazzo contro Fenici e MonoG, nessuno è interessato a sentirmi bestemmiare perché ho pescato Xenagos. Dopo una mezz’ora in cui vengo snobbato un po’ da tutti, finalmente Teo Insinna, che gioca Fenici, si offre di giocare un po’ contro di me. Facciamo 5 game, li perdo tutti. L’ultima partita annuncio di stare per scombare, ma poi pesco Xenagos di turno e muoio. Quando spiego esattamente il funzionamento della mia combo, ricevo come risposta un silenzio imbarazzato e qualche occhiata di commiserazione.

È come quando presenti la tua nuova ragazza agli amici, e sei l’unico a non esserti ancora accorto che lei è la copia sputata della ricostruzione di brachiosauro che c’è al museo di scienze naturali. Anche i commenti che provano a fare i miei compagni giocano in favore di questa analogia: cose come “senza dubbio è un mazzo…interessante”, “il punto forte della tua build? Che è bella dentro”, “la giocherei io se solo non fossi allergico alla plastica della tue buste protettive”, “se avessi un torneo alle 11 ed un impegno improrogabile alle 13, Creativity sarebbe la mia prima scelta”, o, come dice sempre TrueHero, “il mazzo è migliorabile”.

Io comunque, vado avanti per la mia strada: capita di perdere da Fenici, capita anche di pescare Xenagos. Bisogna avere fiducia nelle proprie idee, non abbandonarle al primo alito di vento contrario!

Mi rinserro nella mia armatura d’orgoglio ed inizio a testare un po’ contro Miguel, che gioca MonoG: il mio migliore match up. Facciamo 7 game, ne perdo 6.

Sconfitto, faccio come i maschi di leone quando smettono di essere l’Alfa: mi ritiro in un angolino. Visto che non ho più uno sparring partner, decido di giocare un po’ contro la piantina di cactus che c’è sul davanzale. Perdo 2 a 1.

A quel punto, con la morte nel cuore, decido di smontare Creativity ed imbustare Fenici. Il problema è che sono demoralizzato, e Fenici, per giunta, è un mazzo DIFFICILISSIMO, quindi faccio schifo anche con quello, e prendo un’altra porzione premium di pisellate in faccia da MonoG.

Vado a dormire. La deadline per consegnare la lista è tra meno di 16 ore, ed io brancolo nel buio. Fisso per un bel po’ il soffitto, senza riuscire a prendere sonno.

Possibile che l’unica scelta possibile sia portare MonoG? Ok, la nostra build è leggermente superiore a quella stock, ma il mazzo ha uno skill cap talmente basso che può essere pilotato decentemente da qualsiasi mammifero superiore, e vince o perde esclusivamente in base a come pesca. Il mirror, poi, ricorda molto quegli sketch in cui ci sono due babbuini che si tirano vicendevolmente la cacca addosso: è probabilmente il match up più stupido che ricordi, a pari merito con l’indimenticato Trono vs Bogles, che, se giocato da una parte qualsiasi del tavolo, preclude automaticamente il conseguimento di qualsiasi titolo di studio superiore alla licenza elementare.

Sono talmente stressato che, quando ormai mi trovo nel dormiveglia, di fronte ai miei occhi stanchi compare il Signore, avvolto dall’immancabile fascio di luce.

Ovviamente di fronte a questa visione sono turbato; ci sono un sacco di cose che vorrei chiedere. C’è vita dopo la morte? Qual è il senso dell’Universo? Qual è il contributo dei cetrioli sottaceto all’equilibrio cosmico? Come mai questa sinistra somiglianza con l’addetto al controllo passaporti di Orio al Serio?

Nella sua immensa saggezza, però, il Signore mi mette un dito sulle labbra, e dice soltanto:- 4 Negate di main, due Aether Gust di side. Fidati.

Poi scompare. Mentre questo monito perentorio mi rimbomba nel cervello, realizzo che tutto sommato non è una cattiva idea. Nella lista con cui stavo testando giocavo i Pierce, perché l’assunto era che volevo counterare Wolfwillow e Kiora anche on the draw, ma spesso mi ritrovavo con una carta morta in mano una volta che il game progrediva. Negate è più clunky, ma anche più affidabile. Gust è una carta che non ho nemmeno provato, perché ho correttamente identificato che contro MonoG il problema principale è Karn. Però è molto versatile! Entra anche contro Gruul, ed è un’ottima soluzione a Cindervines, inoltre contro MonoG è ottima anche early, e con 4 Negate e 2 Stroke, Karn non dovrebbe essere così un problema. Mi addormento con la certezza che devo giocare Creativity, basta trovare la build perfetta.

Quando mi sveglio, il mattino dopo, ho in testa esattamente le 75 che voglio giocare. La prima cosa che faccio è di comunicarlo euforicamente ai miei coinquilini, ancora mezzi addormentati, che a quel punto stimano l’occorrenza che io faccia Day2 come leggermente meno probabile dell’invasione repentina di un popolo di alieni cattivissimi, con le sembianze di unicorno e che comunicano solo parlando abruzzese con gli ultrasuoni.

Visto che Gabriele deve giocare il last chance, andiamo comunque in location,anche se è venerdì, e qui io e Miguel ci mettiamo a testare come dei pazzi.
Provo la nuova build contro MonoG, ed i risultati sono piuttosto incoraggianti: 7-3 per me. Gioco anche contro Umani, e, tra main e side, riesco a vincere ben cinque game! Unica nota negativa: ne perdo 32. Mi incoraggia, però, il fatto che Umani triti anche MonoG, e che quindi non mi sentirei a mio agio a giocare il match up neanche se scegliessi di registrare il mazzo safe. Ad un certo punto io e Miguel ci fermiamo un attimo, ci guardiamo negli occhi, e ci domandiamo: ma perché non stiamo semplicemente registrando MonoW? La risposta che ci diamo è che in realtà il mazzo è una busta, che mulliga male, è fragile, e tende ad overperformare in testing ed underperformare in torneo. A giudicare dai risultati ottenuti dall’archetipo, penso che avessimo pienamente ragione.

Nel frattempo, Gabriele riesce nella non facile impresa di perdere una partita di Magic da Professor Onyx, una carta che non ha mai visto i tavoli neanche in tipo 2, ed è talmente scarsa che andare dietro ad una persona che sta aprendo un pacchetto di Strixhaven urlando “Professor Onyx!” è l’equivalente di quando i tifosi di calcio intonano il coro “Ohhhh…merda!” al portiere avversario prima di un rinvio.
Questo è un fatto molto positivo per me, perché da quel momento è Gabriele che diventa lo zimbello della casa, e nessuno si cura più di tanto del fatto che nel mio mazzo ci sono 2 Secrets of the Key. Una volta tornati a casa, scopriamo che Edo, che da sempre è attratto dai midrange a base nera come gli orsi dal miele, ha deciso di registrare RB dopo aver passato tutta la serata precedente a spiegarci perché fa schifo. Visto che i giocatori di Jund hanno tutti un soft spot per l’autolesionismo, inoltre, sceglie di listare una build champagne, con mono Kolaghan Command, mono Phyrexian Fleshgorger, mono Liliana del Velo, 61 carte e 24 terre.
Peccato che mentre inseriva le 75 su Melee non ci fosse accanto a lui un manuale di probabilità e statistica, perché sarebbe stato un modo semplice e veloce di dimostrare che l’autocombustione dei libri è un fenomeno reale. Io, nel frattempo, comunico sul gruppo WhatsApp del Camioncio che ho submittato 75/75 delle carte che ho sognato, ricevendo come risposta un link di EscortAdvisor “nel caso non sapessi cosa fare dopo il quarto round”. A questo punto possiamo andare a cena e farci una bella dormita (in realtà Miguel resterà sveglio fino alle 3 giocando una lega di Mtgo con MonoBlack Aggro per il solo gusto di trollare la gente con un mono Professor Onyx di side, ma io, troppo stanco, sarò già nel mondo dei sogni).

Day 1

Mi sveglio senza troppa tensione pre-torneo. Certo, è un evento importante, ma ho registrato Creativity, e tutti sono convinti che farò 0-3, quindi anche smentirli con un bel 4-4 sarebbe un successo.

L’evento è open decklist, quindi so ancora prima di cominciare a giocare che il primo round sono stato pairato contro Gruul Aggro. Riesco a vincere agilmente G1, perdo la prima di side da un incastro sfigato (pesco il Wurm, e lui ha melma per terra per mangiarlo in risposta al trigger di rimescolata), e vinco G3 grazie a un incastro fortunato. Non pesco infatti Big Score, e mi tocca scombare targettando due 1/1 di Sokenzan, nonostante lui abbia due mana open. Per fortuna la sua ultima carta in mano non era un Bonecrusher, ma una Boseiju, quindi, se avessi pescato l’enabler “giusto” avrei probabilmente perso!

Questa prima vittoria mi aiuta a scrollarmi definitivamente di dosso le ultime perplessità, e il vedere che c’è un tizio che ha registrato UB Artefatti, che è probabilmente il mazzo più brutto che io abbia mai visto dalla nascita del formato, mi manda in fiducia.

Vinco il match successivo da Monoverde, nonostante lui mi uccida G1. Al terzo round vengo pairato contro il fortissimo Lorenzo Terlizzi, che ha solo 18 anni ma ha già all’attivo una top 8 al Gp, mentre io alla sua età collezionavo noni posti per rating ai pptq.

Lui gioca Spiriti, ed il match va come da copione: perdo male la prima, G2 slammo il Parun di sesto con fare perentorio e lui non ha granchè da raccontare al mio possente drago a sestuplo specifico, G3 gli ambusho i pezzi con i miei squali, faccio Creativity per Niv e locko la partita. 3-0!

La vita è bella, gli uccellini fischiettano tra le fronde (non nei paraggi, ma sicuramente da qualche parte ci sono degli uccellini che fischiettano), ed io devo tirare giù un parziale di 3-3 per fare Day 2. Non è impossibile!

Il quarto round, però, si rivela un vero e proprio incubo. Vengo pairato di nuovo contro MonoG, e mi presento al tavolo abbastanza confident. Il mio oppo chiama quasi subito il judge, sostenendo che il retro delle mie DragonShield blu permette di distinguere le carte bifronte. Onestamente, non mi ero nemmeno posto il problema: ho comprato le buste più scure che ho trovato, sicuro che il colore blu fosse più che sufficiente a rendere le MDFC irriconoscibili, e durante il testing ed i round precedenti né io né i miei avversari ci siamo accorti di nulla.
Il judge, comunque, mi dimostra che in controluce, avvicinando gli occhi, le carte bifronti sono effettivamente visibili. Mi viene dato un game loss e 10 minuti di tempo per trovare delle buste protettive adatte alle mie esigenze. Ed è qui che comincia il dramma: corro dai vendor a cercare delle buste opache, ma nessuno ne ha! Alla fine spendo 8 euro e 50 per prendere delle Dragon Shield Copper, anche se non sono sicuro che vadano bene, perché sono le più scure che riesco a trovare, e comunque il tempo scorre. Torno trafelato in judge station, ma il judge mi dice che neanche queste buste non vanno bene, anche se a me sembra che assolvano perfettamente al loro compito, ed a cena tutti i miei compagni di casa saranno d’accordo con me.
Viene chiamato l’head judge, che scrolla le spalle e dice che rendere le carte irriconoscibili è una mia responsabilità, e che quindi mi verrà dato match loss per tardiness. Provo a cercare un modo alternativo di cavarmela, correndo da tutti i vendor alla ricerca di qualche “check card” o delle perfect size con il retro oscurante: nulla da fare, nessuno ha niente. Prendo match loss e sono quasi in lacrime.

Per fortuna, il mio amico Mattia Zapparoli, mi dice che lui ha delle buste perfettamente opache da prestarmi: sono quelle con cui ha imbustato il suo UW Control che però è in albergo. Si offre di accompagnarmi a prenderle. Si preannuncia un’altra lotta contro il tempo, perché mancano 20 minuti alla fine del round, e non posso permettermi di prendere un altro game loss per tardiness. Non ho altra possibilità: accompagno Zappa al suo albergo. Lui soffre di asma, quindi non può correre, ma fa del suo meglio per camminare veloce.
Io sono incazzato come una iena, ed in più ho in corpo abbastanza adrenalina da sentirmi in grado di fare Sofia-Torino e ritorno a passo di carica. L’hotel di Zappa non è troppo distante dalla location: meno di 10 minuti a piedi. Entrati nella hall, però, scopriamo che uno dei due ascensori è fuori uso, l’altro è lentissimo. Attimi interminabili. Mi sento un cretino impotente. Finalmente arriva l’ascensore. Terzo piano. Ma quanto ci mette??

Quando le porte si aprono, ci troviamo di fronte un lunghissimo corridoio puntellato di porte tutte uguali. La stanza di Zappa, ovviamente, è proprio quella in fondo. Quanto può mancare ai turni? 10 minuti? Forse 8? Siamo davanti alla porta.

Zappa striscia la card apriporta nella serratura. Si sente un “biiip”, ma la serratura non si apre. Ci riprova. Altro “biip”, ancora niente. Provo io. Nulla. La card non funziona. Bisogna chiederne un’altra in reception.

Altri due minuti ad aspettare all’ascensore, che nel frattempo è finito all’ultimo piano. La tizia della reception ha la reattività di un bradipo appena uscito dal coma. Ci fa un’altra chiave. Altro minuto ad aspettare l’ascensore. Di nuovo il corridoio, lunghissimo. Siamo davanti alla porta. In lontananza sentiamo distintamente la voce di Jack Nicholson che chiama:- Weeendyyy! Zappa striscia la card. La serratura si illumina. Finalmente entriamo nella stanza. Le buste sono dentro la valigia. Ma la valigia ha un lucchetto.

Zappa prova la combinazione una volta. Bestemmia. Non si apre! Riprova. Si apre!

Tira fuori un portamazzo rosa con dentro il suo UW Control. Sbustiamo alla velocità della luce. Appena finiamo, inizio a correre come un razzo. Di nuovo l’ascensore. Terzo piano.

Secondo piano.

Mi sembra di sentire un cigolio, ma morire a caso dentro un hotel in cui non ho neanche una stanza è l’ultima delle mie preoccupazioni.

Primo piano.

Piano terra!

Le porte si aprono, schizzo fuori ed inizio a correre come se stessi fuggendo da un rotweiller. Per fortuna, visto che peso 50 kili bagnato, sono piuttosto veloce.

Arrivo davanti alla location che ho quasi finito le mie riserve di ossigeno. Spero di avercela fatta, ma non ne ho ancora la certezza. Mi faccio largo tra la gente che sta fumando. Qualcuno mi guarda come se avesse visto un fantasma. In effetti, non credo di avere un aspetto particolarmente presentabile, né di emanare un buon odore.

Sono appena stati chiamati i turni addizionali: ho fatto in tempo. Inizio ad imbustare con le mani che mi tremano per la rabbia e per la tensione. Si avvicina Edo e mi chiede che è successo. Sulle prime ho il fiato troppo corto per raccontarglielo, ma poi lui mi dà una mano ad imbustare, io riprendo a respirare normalmente e gli dico tutto. Devo dire che in questo frangente, l’aver avuto accanto una persona calma, che mi ha fatto coraggio, mi ha invitato a a prenderla con filosofia ed a tornare concentrato, e mi ha persino offerto una Coca-Cola al bar per aiutarmi a tornare in me ha fatto tutta la differenza del mondo. Grazie mille, Edo! Ed ovviamente grazie mille anche a Zappa, che mi ha salvato la vita in questo spot ed in un altro che racconterò a breve.

A posteriori, per quanto l’episodio possa sembrare grottesco, bisogna ammettere che la colpa è solo e soltanto mia. Non controllare che le buste protettive fossero idonee è stata una leggerezza che certamente non commetterò più, ed i judge non potevano fare altro che punirla. Purtroppo le policy Wizards parlano chiaro, e le uniche proxy ammesse sarebbero state le check card, quindi il fixing non c’era proprio, e non si poteva inventarlo. È strano che nessuno dei vendor avesse delle buste opache, ma gli stand non erano molti, e si sa che il loro guadagno deriva più che altro dalla vendita dei chiodi foil ai collezionisti, più che da quella di utilities e gadget. Chi non va a un Gp di pioneer con l’intenzione di acquistare un set di Bitterblossom foil jappo?

Per fortuna riesco a ritrovare la concentrazione abbastanza in fretta, ed il mazzo resta dalla mia parte. Vinco il round 5 contro MonoG in meno di 15 minuti, e la cosa mi dà il tempo di ricompormi, andare in bagno, bere 1 litro d’acqua, mezzo di Coca Cola e un bel bicchiere di lacrime del mio oppo che si lamenta di non aver pescato la terza terra.

Il resto del day 1 scorre via con pochi scossoni e molte gioie. Pesco molto bene ed il mio livello di gioco si mantiene discreto per tutta la giornata: una combo perfetta! Vinco contro Greasefang (la seconda il mio oppo concede con Seize on the stack quando vede che ho in mano 3 Rending Volley), poi perdo un match molto close in stream contro RB Midrange, in cui lui mi uccide proprio un turno prima che io riesca a stabilizzare, mentre ho Shark Typhoon per terra. Concludo in bellezza battendo un altro MonoG, e vincendo l’ultimo match di giornata da Umani. On the draw. 2-0.

Sì, ammetto che era proprio la mia giornata.

Nel dubbio, tento un altro auto-sabotaggio sul filo della sirena: mi dimentico infatti di inserire il mio ultimo risultato, e vado trullo trullo a prendere la metro con Miguel. Per fortuna, Zappa, che è rimasto a chiacchierare con i judge, sente l’annuncio dei risultati mancanti e mi chiama immediatamente, salvandomi ancora una volta la giornata. Mi piacerebbe poter dire che queste disattenzioni sono cose insolite, ma la verità è che io sono veramente distrattissimo, sia a Magic che nella vita. Questo è un breve elenco di tutte le “spentate” (cit:PieGonti) più buffe che ho compiuto durante la mia permanenza:
– dentro alla goodie bag che ci ha dato Legacy, c’era anche una bottiglietta d’acqua minerale. Visto che avevo sete, appena ritirata la sacca ho bevuto un bel sorso, poi ho rimesso la bottiglietta nello zaino. Senza il tappo.

– il venerdì ho dimenticato il deckbox con dentro Creativity su un tavolo e sono uscito per prendere la metro e tornare a casa. Per fortuna mi sono accorto della mia stupidità in tempo e sono tornato di corsa nella venue. Per una botta di culo, il mazzo era nello stesso punto in cui l’avevo lasciato.

-al round 1 del torneo è stata consegnata a tutti i giocatori una lista cartacea del proprio mazzo, da mostrare agli opponent. Prima di iniziare l’evento, il judge ci ha raccomandato espressamente di non perderla e di conservarla gelosamente per tutto il weekend. Al terzo turno non la trovavo più.

– la domenica ho prenotato il bus di ritorno dall’aeroporto di Orio a Torino. La procedura prevedeva appena due click, io sono riuscito a sbagliarli entrambi. Ho aggiunto al biglietto un’assicurazione anti-furto assolutamente inutile che costava più della tratta, e nel dubbio mi sono accorto subito dopo la conferma che la prenotazione era per il giorno sbagliato.

-quando sono partito, avevo nello zaino 3 penne, a cui si è aggiunta quella che dava in omaggio Legacy. Domenica sera tenevo i punti col dado perché non avevo modi di scrivere.

Apro una parentesi: qualche anno fa, ero solito prendermela un sacco con me stesso per queste leggerezze. Col tempo, ho imparato a perdonarmi, sia a Magic che nella vita. Certo non sarò mai quello che riesce a fare le valigie senza dimenticarsi niente, o il tipo di giocatore super attento che ricorda tutti i trigger, ma, entro certi limiti, ognuno è fatto a modo proprio. Io sono una persona creativa, penso un sacco di cose e lo faccio anche molto velocemente, è inutile che mi fustighi se a volte manco di puntigliosità o non riesco a mantenere l’attenzione troppo a lungo: finirei solo per essere insoddisfatto di me stesso.
Mi preme sottolineare questo punto perché penso che si riverberi su Magic in maniera molto significativa, e, almeno per me, ha costituito per lungo tempo un ostacolo molto forte all’auto-validazione ed al miglioramento. Ci sono molti modi di essere forti a Magic, e spesso alcuni sono meno evidenti di altri. Ricordarsi tutte le trigger, o non missare mai un’interazione rilevante, è certamente un aspetto importante del gioco, soprattutto in cartaceo. Ma non è l’unico! Anche identificare correttamente il proprio ruolo in un match up, avere piani coerenti, buildare liste forti e quadrate, o avere un buon mindset sono fondamentali, forse in misura ancora maggiore.
Non è detto che gli errori più facili da vedere da fuori siano anche i più gravi, ed è importante tenere a mente che chiunque, nel corso di una partita o di un torneo, farà un sacco di missplay, dovuti semplicemente alla conformazione della propria mente ed al fatto che un game di questo gioco ci propone semplicemente TROPPE informazioni perché tutte possano essere processate correttamente. Allo stesso tempo, però, proprio la suddetta conformazione tenderà a farci overperformare in altre aree: nel mio caso il deck building, o la pianificazione a medio termine. Avere il polso di come funzioniamo, ed imparare a massimizzare le proprie skill, pur lavorando per limitare le proprie debolezze è ciò che più ci predispone a sfruttare a dovere i nostri punti forti. Chiudo questa digressione citando un tweet di Gerry Thompson che è stato fondamentale per il mio percorso di crescita:

A parte Teo Insinna, che perde l’ultima, ed Edo, che becca una stringa di brutti mu e non riesce a far valere il suo deck building next level, tutti gli altri componenti del nostro gruppo riescono a fare day 2. Per festeggiare andiamo in un ristorante fusion brasiliano-messicano fichissimo, che con i prezzi italiani sarebbe stato decisamente inaccessibile per le nostre finanze.
Qui, però, una cena “di lusso” costa sui 20, 25 euro, ed oltre al cibo buonissimo c’è anche la musica dal vivo, con una sequenza di hit ballabil in bilico tra il cringe e il nostalgico: ammetto che erano almeno 4 anni che non riascoltavo “Waka waka” di Shakira. Come ho detto, il cibo è spaziale, ma io non sono molto abituato al piccante. Essendo del nord, il mio nutrimento consiste principalmente in polenta insipida e pasta scondita, consumati rigorosamente in contemporanea con le mense ospedaliere, quindi le spezie e il peperoncino mi infiammano la bocca e mi costringono a bere tantissimo, e per tutto il resto del weekend le mie labbra assomiglieranno a quelle di Valeria Marini.

Tornati in appartamento, testiamo un po’ il match up tra Fenici e MonoG, poi andiamo a dormire. E qui sorge un altro problema. Durante la giornata, infatti, ho bevuto qualcosa come 2 litri e mezzo di Coca Cola, di cui un litro solo a cena, quindi prendere sonno diventa una mission impossible.

Mentre una parte di me si ripete, parecchio allarmata, che sono quasi le due, e domani ho una porzione di torneo importantissima, il resto del mio cervello continua a monologare senza sosta, ponendosi domande sempre più stupide.

Quanto era forte Carnage Tyrant nei mirror di BG Explore subito dopo l’uscita di Guilds of Ravnica?

Se ci fosse un olocausto nucleare ed uno rimanesse chiuso in un supermercato, avrebbe cibo a sufficienza per sopravvivere tutta la vita?

Mi alzo a bere, torno a letto. Ancora non ho sonno.

Come è possibile che le dual siano ancora legali in Centurion?

Se morissi di infarto, a qualcuno verrebbe mai in mente di disattivare il mio abbonamento a ManaTraders?

Mi alzo a fare pipì. Torno a guardare il soffitto.

Ho sbagliato qualche giocata quella volta che a un FNM modern il mio primo oppo si è presentato al tavolo completamente ubriaco e mi ha battuto due a zero?

Il detto “vestiti come la persona che vorresti essere, non come quella che sei”, è valido anche per chi vuole diventare un becchino?

Finalmente, verso le tre, riesco a prendere sonno. Di solito dormo tra le 9 e le 11 ore, a questo giro ho la sveglia alle 7:30. Non benissimo.

Day 2

Per fortuna, il giorno dopo, la tensione mi impedisce di sentire la stanchezza. Al primo round il mazzo compie quello che penso sia il vero capolavoro del weekend. Vengo pairato contro il mio match up peggiore in assoluto, WB Humans. Non solo, come ampiamente appurato, il suo piano stompy è molto fastidioso per la mia combo clunky; lui gioca anche 4 Dire Tactics, che sono l’equivalente di usare un tirapugni per picchiare un neonato. Inoltre il pilota è Samuele Estratti, un player anni-luce più forte di me.

Raggiungo il tavolo con l’entusiasmo di un orfano il giorno della festa della mamma, e perdo la prima in meno di cinque minuti. Mi prendo tutto il tempo a mia disposizione per sidare, perché onestamente non so che pesci prendere. Adottare il solito piano, con solo Niv-Mizzet, mi sembra troppo rischioso, ma tenere la combo è una strategia lenta e fragile. Decido di mettere dentro Niv e gli Hullbreker Horror. Scelta piuttosto controintuitiva, visto che l’orrore è un drop a 7, ed il mio oppo gioca solo drop a 1 e a 2. Tutto sommato, però, credo che fosse l’unico piano sensato. Riesco a strappare G2 solamente perché sono on the play, prendendomi due Dire Tactics in faccia e vincendo con l’ultimo Hullbreker rimasto.

G3 sono molto fortunato, perché Samuele flooda un sacco, ed io riesco a riacciuffare la partita grazie a una provvidenziale Creativity da 2 al topdeck.

Quello è il momento in cui capisco che il PT, per la prima volta nella mia carriera, è davvero alla mia portata. In vita mia ho perso per 6 volte il game decisivo per qualificarmi, ma non mi era mai sembrato di meritarmi realmente la vittoria, anche se ci tenevo tantissimo. Per questo evento è diverso: non solo sto giocando bene, ma ho anche trovato un’ottima lista, e ho fatto un testing intensivo e strutturato. È come quando vieni chiamato per l’interrogazione ed incredibilmente hai pure fatto i compiti (non che mi sia mai successo, sto solo lavorando di fantasia).

Vinco le successive due partite, una da Greasefang e una da MonoG, sulle ali dell’entusiasmo. Contro Greasefang non c’è proprio storia: la prima missa dei land drop, la seconda pesco un quantitativo di remuval sufficienti ad ammazzare tutti i threat suoi e del giocatore a fianco.

Contro MonoG perdo la prima perché mulligo a 5; G2 non risolve nemmeno una spell, G3 riesce a fare Karn+Stone Brain dopo che io mi sono tappato per fare Saga, ma siamo post-side, e non sono automaticamente morto senza Creativity. Riesco a stappare con un sacco di counter, neutralizzare tutte le sue minacce, uccidere Karn, e poi fare la seconda Saga e vincere con il simil-loop dei Riflessi di Kiki-Jiki.

10-2. Ho vinto da un francese e sono al Pro Tour! Sono al settimo cielo: ho raggiunto l’obiettivo della mia vita, e in più mi sono pure qualificato al PT.

Purtroppo il torneo finisce con una nota di amarezza, perché avrei a disposizione quelle che scoprirò in seguito essere due win and in, ma le perdo entrambe abbastanza sonoramente. Contro il buon Adriano Moscato faccio uno degli errori più evidenti del mio torneo: in G1 lando prima di fare Fire Prophecy, ed ovviamente pesco poi la terra tappata che sarebbe stato perfetto mettere giù quel turno. A mia discolpa devo dire che probabilmente avrei perso comunque, e che dopo 13 round di Magic competitivo in due giorni, essere stanchi è solo normale.

Il secondo match lo gioco contro Fenici, e vengo aperto malamente: lui sviluppa troppo velocemente, ed ha sempre Iteration+Cruise per giocare attorno al mio counter. In G2 io salto il quarto land drop un turno, per cui devo giocare aggressivo e finisco troppo indietro: vengo punito dai suoi Ledger Shredder che connivano continuamente (i famosi “uccelli giganti”, per chi ha ancora 12 anni dentro).

L’ultimo round patto e locko la top16, ma purtroppo il team subisce due duri colpi. Miguel perde il match decisivo per qualificarsi al Pro Tour da un tizio che si se fosse scelto le carte probabilmente avrebbe pescato peggio; Gorzo fallisce nell’impresa di trovare un pennarellone indelebile per farsi autografare le Collected Company. A quanto pare, tutti i pennarelloni indelebili di Sofia si trovano dentro un mega-store di articoli di cancelleria, che però la domenica è chiuso.

Ovviamente sono tristissimo per Miguel, perché si merita il PT quanto me, se non di più. È stato un compagno di testing incredibile, e basta vederlo giocare per rendersi conto di quanto sia forte.

Uno dei suoi grandi pregi, comunque, è quello di avere un mindset incredibile: non solo si riprende dalla batosta in tempo zero, è subito pronto per proporre un bel money draft a squadre, perché si sa che quando si ha appena finito un torneo di Magic l’unica cosa che si vorrebbe fare è giocare ancora. Può sembrare controintuitivo, ma chiunque abbia giocato un Gp sa che è così.

E così la nostra avventura bulgara finisce nel migliore dei modi possibili: giocando limited fino alle 3 del mattino. Per la cronaca, decidiamo di fare un team sealed con un box di Brother’s War: il valore complessivo delle carte aperte si aggira intorno ai 15 euro, ma tutto sommato va bene lo stesso (anche perché sono fortunato e mi aggiudico il mono Jace all’estrazione segreta). Io mi prendo il mazzo più forte dei tre, perché mi sento invincibile. Faccio 1-2, vincendo solo da Andrea perché lui pesca il doppio delle mie terre.

Non importa: sono felicissimo, e ancora non riesco a capacitarmi di avere ottenuto un buon risultato ad un evento così prestigioso. E comunque in limited sono sempre stato un cane.

In definitiva, questo è stato senza dubbio uno dei tornei più belli della mia vita, ed ha costituito uno dei punti d’arrivo del mio percorso come giocatore di Magic competitivo. Spero che mi si perdonerà se non ho fornito un resoconto accurato di tutti i match che ho giocato: un po’ ho la memoria di un pesce rosso, e quindi molte cose non me le ricordo nei dettagli, un po’ ho l’impressione che scendere troppo nello specifico sia come quando tuo zio ti prende sotto la sua ala durante un pranzo di Natale, dopo aver bevuto mezzo litro di vinello, e cerca di iniziarti ai segreti del bricolage con la colla a caldo: sono cose più interessanti da raccontare che da essere ascoltate.
Spero che questo report vi sia piaciuto. Se avete domande, non esitate a scrivermi su twitter (@alemilan19)!