Argivian Records - Capitolo 7: Pseudobiblia e decadenza in quel di Sarpadia

Autore Elia Ansaloni
il 2020-06-14
Argivian Records - Capitolo 7: Pseudobiblia e decadenza in quel di Sarpadia

Periodo: Fino al 170 A.R.

Espansioni corrispondenti: Fallen Empires

Libri corrispondenti: Nessuno (circa), fumetti Fallen Empires (1995)

 

Anche se non ci sono libri veri e propri da consultare per ricavare qualche informazione aggiuntiva su questo set, i sei volumi fittizi di Imperi di Sarpadia ci forniscono diverse informazioni sulle guerre intestine che hanno segnato la storia del continente durante i primi secoli dell’Oscurità. Le citazioni di questi volumi sono sparse per i testi di colore delle carte appartenenti all’espansione come tasselli del mosaico narrante la caduta dei cinque regni di Sarpadia.

Al tempo di Urza e Mishra, infatti, il continente è diviso fra cinque diverse aree di influenza, ciascuna incentrata su un singolo colore.

* Bianco: il regno umano di Icatia, sede dell’ordine cavalleresco di Leitbur e dei fanatici seguaci del sacerdote Oliver Farrel.

* Blu: i tritoni di Vodalia, un regno principalmente subacqueo con un’aristocrazia di maghi e un commercio molto sviluppato con Icatia.

* Nero: l’Ordine della Mano d’Ebano, fondato da Tourach l’Oscuro e in conflitto con i cavalieri di Leitbur. Questo ordine si dedica a rituali che vedono come vittime sacrificali i thrull, creati dal mago Endrek Shar e in seguito sottoposti a svariate modifiche.

* Rosso: i nani dei Picchi Cremisi, minacciati dalle invasioni di goblin e orchi.

* Verde: gli elfi di Havenwood. Per far fronte alla carestia, sviluppano nuove specie fungine, i thallid.

Gli sconvolgimenti causati dall’esplosione del Sylex e la conseguente carenza di risorse spingono i regni uno contro l’altro e li mettono di fronte a nuovi nemici: i tritoni si vedono minacciati dagli camarid, creature crostacee delle regioni più fredde, mentre i nani resistono poco contro l’avanzare delle orde nemiche.

Inoltre i thallid iniziano a dimostrarsi molto più resistenti di quanto previsto dagli elfi e diventano rapidamente senzienti. Gli elfi si dividono in due fazioni: gli esploratori, che vogliono studiare i thallid, e i druidi teloniti, che invece li vedono come una minaccia da eliminare.

Una volta soggiogati i nani, le orde muovono guerra a Icatia in un momento particolarmente favorevole: il regno è diviso tra la moderazione dell’Ordine di Leitbur e la paranoia dei farreliti, che vedono spie ovunque. Non ci si riesce a focalizzare sul nemico comune e le conseguenze non tardano ad arrivare: gli orchi e i goblin raggiungono la città di Montford e sferrano un attacco a sorpresa.

Non tutti però vengono colti impreparati: è il caso del planeswalker Tev Longelade e di sua sorella Tymolin, nati prima della Guerra dei Fratelli. Pur non essendo una planeswalker, Tymolin ha ricevuto vita e giovinezza eterne grazie a un incantesimo del fratello e ha intrecciato due relazioni: una con Kaylen, un nano guerriero, e l’altra con nientemeno che Oliver Farrel. Quando la donna sceglie di vivere nel regno dei nani, il sacerdote non la prende benissimo.

Perché Magic è soprattutto questo: fratelli sfigati e rancori eterni.

Tev preferisce l’isolamento e si ritira nei boschi di Havenwood, cercando di distanziarsi il più possibile dalla politica e soprattutto dalla guerra incombente, mentre Tymolin assiste all’invasione del regno dei nani e alla morte di Kaylen, colpito alle spalle da un orco. Pur vendicando la morte del marito, la donna è costretta a lasciare il regno ormai in rovina. Rintraccia Tev e, stanca di assistere solo a guerre e distruzione, lo implora di togliere l’incantesimo e lasciarle vivere da mortale gli anni che le rimangono. Lo convince inoltre ad avvisare gli umani di Icatia prima che sia troppo tardi.

Sulla strada per Montford i due finiscono in un’imboscata dei Farreliti. Il caro Oliver, infatti, aveva notato la perenne giovinezza di Tymolin prima che lei se ne andasse e aveva iniziato a predicare che la donna fosse la reincarnazione dell’odiato Tourach. Tev lancia un incantesimo di oscurità per cercare di fuggire ma Tymolin viene rapita da Vaylesh, una sacerdotessa della Mano d’Ebano, che erroneamente la ritiene una sottoposta di Farrel.

Vaylesh usa Tymolin come esca per attirare Farrel e la sua luogotenente Sianna, ma commette l’errore di lasciare l’uomo da solo con lei. All’ennesimo rifiuto di Tymolin di tornare con lui, Farrel estrae un pugnale e la uccide. Percependo la morte della sorella, Tev irrompe sul luogo del delitto e la perdita del suo ultimo contatto col mondo innesca la sua trasformazione in una creatura mostruosa dalle fattezze metà draconiche e metà serpentine. In questa nuova forma, lancia una sfera infuocata che incenerisce tutte le persone intorno a lui e prende un nuovo nome, quello che lo farà temere nel resto di Dominaria: Tevesh Szat.

Perché Magic è anche l’inevitabile tizio che ogni tanto porta alla rovina un continente.

Deciso a portare “ssssssssilenzio” nel mondo per vendicare la morte della sorella, Tevesh evoca un portale per facilitare l’attacco contro Montford. Gli elfi potrebbero giungere in aiuto, se solo non fossero già occupati dalla diatriba interna fra esploratori e teloniti, durante la quale i thallid si sono sviluppati fino a sfuggire al controllo dei loro creatori.

I thallid potevano assorbire energia dalla foresta stessa. Perfino gli Elfi erano in svantaggio nel combatterli.

Anche i thrull si evolvono in modo imprevisto e si ribellano, distruggendo l’Ordine della Mano d’Ebano. Quest’ordine dalle origini incerte – forse ispirato dalla Fratellanza di Gix che in un certo senso copiava ricorrendo spesso alla mutilazione di una mano come rituale iniziatico – si vede rovesciare dai thrull che ha reso più intelligenti e resistenti al fine di avere dei servitori più versatili.

Non si sa quanto tutto ciò sia collegato ai piani di Tevesh, né se il planeswalker disponga effettivamente del potere per far crollare i cinque imperi, ma intorno al 170 A.R. tutte le potenze di Sarpadia vanno incontro a una rapida e inesorabile caduta.

Vodalia cade sotto gli attacchi dei camarid. Le eleganti città dei tritoni vengono distrutte e gli abitanti si vedono costretti a fuggire per fondare nuovi insediamenti sul fondo dell’oceano. Neppure il regno di Icatia può fare molto per fermare il proprio declino.

                        La valorosa Icatia fu l’ultimo impero di Sarpadia a cadere. I suoi fedeli soldati difesero le loro città fino alla fine.

Dove un tempo erano fioriti cinque imperi, ora si aggirano solo orde di creature barbariche, thallid e thrull mutati, mentre le acque sono infestate dai camarid. Con un intero continente ridotto al silenzio e l’avanzare dei ghiacci, Tevesh decide che è giunto il momento di espandere il proprio sogno all’intera Dominaria.





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