Vita, non-morte e rinascita

Periodo: 2434-2934 A.R.

Espansioni corrispondenti: Era Glaciale

Libri corrispondenti: The Eternal Ice

 

Vivere e non morire a Kjeldor

Avevamo lasciato Jodah nella solitudine data dalla vita eterna. Per sua fortuna, dopo due millenni si presenta l’opportunità di una piacevole avventura: viene infatti rapito da Gerda Häagen-Dazs Äagesdotter, la sua gelataia di fiducia seconda in capo presso la Scuola dell’Invisibile di Lat-Nam, in combutta con la cugina Gustha Ebbasdotter. Le due lo consegnano al necromante Lim-Dûl, uno dei vari personaggi che si ritroveranno coinvolti nel passaggio del piano Shandalar. Ma andiamo con ordine.

Un tempo semplice soldato al servizio del regno di Kjeldor, Lim-Dûl ha acquisito i suoi poteri grazie all’anello di Mairsil, rinvenuto durante una tempesta di neve, e ha iniziato la propria scalata al potere al rifugio nella sua fortezza di Tresserhorn, approfittando delle ostilità fra Kjeldor e i barbari di Balduvia.

Ci sono però delle forze che a loro volta manipolano lo stregone. Imprigionato nell’anello, Mairsil investe Lim-Dûl dei propri poteri e lentamente lo volge contro l’unico suo nemico rimasto in vita, cioè Jodah. Al contempo Leshrac, un planeswalker dal mana nero alleatosi col mai del tutto scomparso Tevesh Szat, fornisce ulteriore potere al necromante per creare un’armata di non-morti e conquistare così Shandalar.

A differenza degli altri piani, Shandalar non occupa un posto fisso nel Multiverso ma è in costante movimento e capita che si intersechi con i piani ai quali si avvicina. Questa situazione eccezionale lo rende una via d’uscita dalla prigione del Frammento e quindi una meta molto ambita da qualsiasi planeswalker. È inoltre un piano estremamente ricco di mana e questo, unito alle sue dimensioni ridotte, fa già capire che ci sarà un bagno di sangue per ottenerne il dominio.

Jodah si ritrova così imprigionato dal necromante e, sotto l’influenza del polline di Fyndhorn, convinto di essere una semplice copia dell’arcimago originale, invocata da Lim-Dûl per portare avanti i propri scopi. La piromante Jaya Ballard, che si era messa sulle sue tracce, riesce a trovarlo e lo porta in salvo dalla fortezza, trovando rifugio a Balduvia.

Me lo ha detto sua cugina

Jodah tuttavia ha perso la ragione e Jaya è costretta a chiedere aiuto alla planeswalker Freyalise, la cui scintilla si è accesa cinque secoli prima. Quest’ultima spiega che il rapimento e l’effetto del polline hanno impedito il completamento del rituale che Jodah compie periodicamente per liberare i propri ricordi del carico emotivo altrimenti insopportabile a causa della sua innaturale longevità.

Freyalise si offre di ripristinare la salute mentale di Jodah in cambio del suo specchio. Nel recuperarlo con l’aiuto dell’amica Belenda Danisdotter, Jaya scopre il piano della perfida gelataia e della cugina. Una volta messi al corrente dei piani del necromante, i barbari chiedono un aiuto per affrontarlo, così Jodah e Jaya partono alla volta di Krov, capitale del regno di Kjeldor, per chiedere aiuto a re Darien.

Arrivati alla città, Jaya viene arrestata per ordine di Gustha. Inizialmente Jodah non interferisce ma poi cambia idea e libera la piromante. Anche Gustha inizia ad avere dei ripensamenti sul piano ordito con Gerda e si avvicina ai due maghi man mano che Jaya scopre alcuni segreti che minacciano la stabilità del regno, in particolare un golpe militare pianificato dai Cavalieri di Stormgald e guidato dal comandante in capo delle forze armate Avram Garrison, che cerca di concentrare lo sforzo bellico contro Balduvia.

I tre mettono al corrente di questa scoperta Varchild, la seconda in comando, e ricevono il suo aiuto sebbene neppure lei nutra una particolare simpatia nei confronti dei barbari a causa delle perdite che la sua famiglia ha subito durante le battaglie che si sono susseguite.

La cospirazione fallisce, iI legami fra i Cavalieri e Lim-Dûl vengono alla luce e Darien riesce a riprendere il controllo della nazione. Buona parte dei Cavalieri, tuttavia, è fuggita a Tresserhorn, dove il necromante li trasforma in zombie.

A complicare la situazione, giunge dalla città di Soldev il ricercatore Arcum Dagsson, il quale informa Jodah che, secondo i calcoli del suo strumento meteorologico, l’era glaciale è destinata a peggiorare ulteriormente e in breve tempo.

Salvati dal riscaldamento globale

Tornato alla Scuola dell’Invisibile, il mago punisce Gerda (e non è con le chiacchiere che uscirà eccetera eccetera) dandole ciò che aveva desiderato: ora toccherà a lei gestire la Scuola e tutti i suoi problemi, per giunta all’avvicinarsi dell’inevitabile scontro con Lim-Dûl.

Il giorno prima della battaglia decisiva, Freyalise chiede a Jodah di consegnarle lo specchio che le era stato promesso e il mago, seppur a malincuore, accetta.

Nello scontro che divampa il giorno successivo perdono la vita in molti. Jaya sconfigge Chaeska, luogotenente di Lim-Dûl, ma si vede anche costretta a uccidere l’amica Belinda, trasformata in zombie. Cercando una redenzione per il suo tradimento, Gustha tiene in stallo l’orda comandata da Garrison fino a esserne sopraffatta e divorata; il comandante è quindi ucciso da Varchild. Jodah affronta infine Lim-Dûl e scopre il segreto dell’anello. Lo scontro fra i due è alla pari ed entrambi rischiano di cadere, quando il necromante evoca Leshrac in proprio soccorso.

Una tale mossa si rivela però disastrosa in quanto il planeswalker, adirato per lo spreco di truppe che Lim-Dûl avrebbe dovuto destinare alla conquista di Shandalar anziché sprecare in una guerra di secondaria importanza, gli sottrae l’anello strappandogli direttamente la mano e trasforma il necromante in una sfera di carne contorta e martoriata ma ancora vivente, che trasporta con sé sul piano errante per portare avanti i suoi piani di conquista.

In assenza del loro maestro, i non-morti cadono sul campo di battaglia. Jodah e Jaya non hanno tempo per celebrare la vittoria, poiché Freyalise chiede loro di accompagnarla a Fyndhorn, dove utilizzerà il potere dello specchio per innescare la Magia del Mondo, un’esplosione simile a quella del Sylex ma con un effetto inverso, così da porre fine all’era glaciale e distruggere il Frammento.

Per evitare un disastro come quello provocato da Urza, la planeswalker ha bisogno dell’aiuto dei due maghi e dei druidi di Fyndhorn: dovranno utilizzare i rifugi che mettono in collegamento varie parti di Dominaria per incanalare l’energia dell’esplosione in modo uniforme sulla superficie del pianeta. Anche se lo scioglimento dei ghiacci provocherà inondazioni colossali, rappresenta l’unica speranza per Dominaria.

Freyalise posiziona lo specchio nel Calderone dei Ghiacci in modo che possa “mostrare alla terra com’essa è davvero”. L’energia che si sprigiona viene incanalata correttamente e, dopo quasi tre millenni, l’Era Glaciale giunge alla fine. Rimangono però molti conti in sospeso e, con la ritrovata libertà di movimento per i planeswalker, Dominaria è più vulnerabile che mai.