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Argivian Records – Capitolo 5: Il tempo dei miti e delle leggende

Autore Ansalonium
il 28-05-2020

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Periodo: Fino ai primi secoli A.R.

Espansioni corrispondenti: Leggende

Libri corrispondenti: Nessuno. La maggior parte delle informazioni deriva da un confronto tra le fonti pre- e post-revisione.

Sarebbe molto interessante parlare della lore immediatamente successiva agli eventi di Antichità… se soltanto ce ne fosse una.

Lasciando da parte l’inizio ad effetto, le informazioni che possediamo sulle due espansioni trattate da questo articolo (in particolare Leggende) sono tra le più confuse e frammentarie della cronologia di Magic. Questo è legato ai ritardi che riguardarono l’uscita di Era Glaciale, che inizialmente avrebbe dovuto seguire direttamente Antichità ma richiese più tempo del previsto per la creazione di nuove carte; quindi, con un cambiamento all’ultimo minuto, l’ordine d’uscita fu cambiato.

 Inoltre, siccome i libri del Ciclo degli Artefatti si concentrano su Urza – in quel periodo assente da Dominaria – la maggior parte delle informazioni dovette essere creata ad hoc più avanti, soprattutto per quanto riguarda gli Antichi Draghi.

Esatto: con Leggende assistiamo all’entrata in scena dei primi cinque draghi leggendari, ciascuno associato a un trio di colori. Da dove provengono? Quali sono i loro poteri? Perché, pur essendo un rettile, Nicol Bolas ha i capezzoli?

Queste domande hanno provocato più di uno stravolgimento della lore nel corso degli anni, La lore precedente all’inizio della saga della Cavalcavento (quindi quella delle primissime edizioni) rientra nel canone pre-revisionista e le informazioni iniziali sono state in più occasioni riscritte, spesso recuperando personaggi che prima erano considerati poco più di un’annotazione a fondo pagina nella storia di Dominaria.

Siccome la cronologia originale tornerà a concentrarsi su Urza in tempi brevi e la storia rischia già di ingarbugliarsi di suo, per il momento non vorrei andare oltre le informazioni di base, riprendendo più avanti i dettagli.

I Draghi Antichi nascono intorno al -25000 A.R. (quindi ventimila anni prima della caduta dei Thran) dalle tempeste generate dall’Ur-Drago, essenza e progenitore di tutti i draghi del Multiverso. La loro nascita rientra fra i primi eventi conosciuti nella cronologia di Magic, così come la guerra avvenuta pochi millenni dopo, dalla quale sette antichi escono vincitori mentre gli altri vengono privati della capacità di volare e trasformati in wurm. Di questi vincitori, solo cinque compaiono nell’espansione originale:

–        Arcades Sabboth: il primo dei draghi a scegliere un nome, saggio e avverso alla violenza, decide prima di studiare gli umani a distanza e poi di consigliare loro un modo per vivere in armonia.

–        Chromium Ruell: fratello di Arcades, interessato ad apprendere il più possibile sul mondo che lo circonda e in grado di assumere sembianze umane.

–        Palladia-Mors: distante dagli altri draghi (inclusi i suoi fratelli) e interessata unicamente alla caccia.

–        Vaevictis Asmadi: aggressivo e feroce, con tre fratelli (Rubra, Ravus e Lividus) che non sopravvivono alla guerra.

–        Nicol Bolas: l’unico ad ascendere al termine della guerra e diventare un planeswalker.

Gli altri due sono Ugin, gemello di Nicol, che comparirà solo in seguito, e Piru, la cui esistenza all’interno del canon è controversa ma per il momento poco rilevante.

Fra gli altri personaggi che compaiono in questa espansione ma legati a tempi più recenti, alcuni ricopriranno ruoli importanti in futuro. Per la prima volta viene nominata Serra, associata al mana bianco e agli angeli, venerata da un culto durato millenni, si scoprirà essere una planeswalker umana ritenuta una dea su diversi piani. Come per Yawgmoth e Urza, tuttavia, dovremo aspettare il 2019 prima di vedere una carta del personaggio in sé.

Un altro personaggio meno conosciuto ma con una certa influenza a livello di trama è Dakkon Blackblade, un fabbro divenuto planeswalker che forgia l’omonima spada, così potente da poter uccidere un Drago Antico.

Compaiono anche per la prima volta alcuni luoghi che ospiteranno degli episodi cruciali. Fra questi abbiamo Urborg, un’isola un tempo rigogliosa, trasformata in palude dall’esplosione del Sylex e divenuta una delle principali fonti di mana nero su Dominaria. Qui è nato Windgrace che, anche se non menzionato durante le prime espansioni, ricorda la distruzione recata dalle macchine di Urza e Mishra. Per questo nutre un odio profondo verso gli artefatti. Dopo l’esplosione, un lich di nome Nevinyrral si impossessa della città che porta lo stesso nome dell’isola – una capitale ufficiosa, se così si può dire – e da lì muove guerra contro la vicina isola di Bogardan, arida e piena di vulcani. La guerra non volge in suo favore e parte della città viene persino distrutta da un’eruzione vulcanica. Infuriato, Nevinyrral attiva il proprio disco per distruggere ciò che resta della città così da non lasciarla cadere in mani nemiche (e già che c’è procura un altro trauma a Windgrace, con ogni probabilità).

Viene nominata per la prima volta anche Tolaria, un’isola che al momento è considerata un mito più che un luogo vero e proprio, colpita da una maledizione che l’ha avvolta in una coltre di pericolose nebbie all’interno delle quali il tempo passa in modo diverso rispetto all’esterno. È una terra ricca di mana blu e ospita – almeno così si racconta – creature misteriose quali i mutaforma e le illusioni, e poi fate, draghetti e serpenti marini. Dovrà trascorrere ancora qualche millennio prima che Urza vi possa edificare la sua celebre accademia.

Queste nel complesso sono le informazioni più importanti dell’espansione. Si sarebbe potuto saperne di più? Certo. La storia si farà più lineare nei prossimi capitoli? Migliorerà di gran lunga quando inizieranno i set da tre espansioni ciascuna, quindi fra poco. E qual è la spiegazione per i capezzoli di Bolas? È semplicemente un drago molto brutto.



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