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Argivian Records – Capitolo 3: I due artefici

Autore Ansalonium
il 21-05-2020

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Periodo: 29-64 AR

Espansioni corrispondenti: Antiquities

Libri corrispondenti: The Brothers’ War

Mentre infuria la guerra e Gix compie i primi esperimenti sulla Fratellanza. Sondando le menti dei suoi devoti, ricava la prime informazioni sui due fratelli e, disgustato da quelli che considera poco più che barbari, decide di lavorare dietro le quinte e inasprire il conflitto fra i due col fine ultimo di ricavarne benefici per Phyrexia. Non gli è difficile mettere in atto questo piano, poiché l’intero continente di Terisiare si sta inesorabilmente schierando da una parte o dall’altra.

C’è tuttavia qualcuno che tenta di non schierarsi: si tratta del Terzo Cammino, un gruppo di ricercatori nato a Terisia che rifiuta di giurare fedeltà a Urza come a Mishra al fine di non impiegare le proprie conoscenze in modo distruttivo e limitare così i danni della guerra. In questo gruppo si trova Feldon, un archeologo che ha recuperato diversi artefatti dal ghiacciaio di Ronom, come il suo bastone (rappresentato in Feldon’s Cane) e un sylex legato a una persona o a un luogo di nome “Golgoth”. L’aspetto è innocuo: un incrocio fra una coppa cerimoniale e una stele di Rosetta che presenta incisioni sia nell’alfabeto perduto dei Thran che nelle lingue correnti dei Fallaji e dei Suriman. Traducendo queste iscrizioni, Feldon e sua moglie Loran intuiscono che l’oggetto cela in sé un enorme potere distruttivo.

Ripulisci la terra. Porta la fine. Rovescia gli imperi per ricominciare. Annuncia la fine, riempila con i ricordi della terra.

Come si può intuire dal nome, Terisia è la città più antica e importante del continente, oltre che molto ricca e avanzata sia a livello magico che tecnologico. È protetta da alte mura in marmo e torri d’avorio che ospitano non solo i funzionari della città ma anche l’artiglieria composta da balliste e catapulte a mitraglia.

Non c’è da stupirsi quindi che attiri l’attenzione dei due fratelli. Mishra si muove per primo, tentando la strada della diplomazia, ma la città gli nega qualsiasi aiuto. Tenta quindi di prenderla d’assedio ma le difese sono tali da tenerlo in stallo per mesi. In questo periodo Archimandrite, la governatrice della città, ha modo di organizzare insieme al Terzo Cammino il trasporto dei civili in zone sicure e lo studio di strategie magiche per complementare quelle militari e respingere gli artefatti di Mishra.

La Fratellanza tuttavia è riuscita a infiltrarsi nella città e apre le porte all’esercito Fallaji. Immolandosi per la salvezza di Terisia, la maga Hurkyl lancia una controevocazione di massa che fa scomparire buona parte dei draghi meccanici e dei juggernaut, ma non è sufficiente: l’esercito agli ordini di Ashnod entra nella città e la saccheggia mentre alcuni componenti del Terzo Cammino, approfittando di una provvidenziale tempesta di sabbia, si danno alla fuga per portare avanti la magia praticata da Hurkyl.

Loran porta con sé il sylex per evitare che cada nelle mani di uno dei due fratelli, ma viene catturata e torturata da Ashnod, che consegna l’arma a Mishra. La guerra si protrae ancora per anni e i due fratelli accumulano sempre più potere e creano nuove armi, dimostrando di essere interessati alle proprie creazioni prima di ogni altra cosa. Grazie alla Fratellanza, Gix diventa un confidente stretto di Mishra e lo tiene informato sui piani di Urza.

Uno di questi piani prevede la conquista di Argoth, un’isola a sudest di Terisiare ricca di foreste e risorse naturali. Il progresso tecnologico è aborrito dagli elfi che la abitano e da Titania, una “forza della natura” detta anche maro, ovvero un elementale dedito a proteggere una particolare foresta di Dominaria. Fra gli altri maro che incontreremo più avanti, il più famoso è di certo Multani, custode di Yavimaya. Queste creature rispondono a Gaea, la cui Culla (Gaea’s Cradle) è venerata come il punto da cui si è sviluppata l’intera foresta. Non ci sono vere e proprie città ma diversi insediamenti, il più importante dei quali è Citanul, abitato da un ordine di druidi discendenti dei superstiti Thran, anche loro contrari all’utilizzo della tecnologia.

Harbin, il figlio di Kayla e forse di Urza (si sospetta che il fratellino, durante l’incontro a Kroog, abbia insidiato la moglie scontenta di essere messa sempre in secondo piano dalle macchine) scopre Argoth e Urza muove alla sua conquista. Appresa la notizia, Mishra invade l’isola per conto proprio. Per quanto numerosi, gli indigeni – elfi, centauri, silvantropi, persino gli spiriti della foresta – possono ben poco contro le macchine perfezionate da una guerra che ormai si trascina da decenni e l’invasione si trasforma presto in una carneficina.

Gli elfi furono massacrati. Per ogni macchina che cadeva, trenta elfi perivano; per ogni ornitottero abbattuto vi erano cinquanta folletti. I silvantropi gridavano mentre le fiamme li avviluppavano uno dopo l’altro, e gli elfi continuavano a caricare.

[…]

Tawnos guardò la rotta e ne fu rattristato. Non era colpa degli elfi se si erano trovati costretti a combattere per una terra che non potevano difendere. Erano semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Tutti hanno un limite di sopportazione, persino Ashnod, la quale non ne può più di quel massacro e si incontra in segreto con Tawnos – i due erano stati amici tempo addietro – e gli consegna il sylex affinché almeno Urza possa colmarlo con le memorie della terra che stanno distruggendo. Gix la segue e cerca di impossessarsi dell’artefatto, ma Ashnod si sacrifica per permettere a Tawnos di fuggire e consegnarlo a Urza.

Nel frattempo i due fratelli si sono incontrati sul campo di battaglia. Dopo quarant’anni di guerra (e infiniti rimpianti da entrambe le parti per non aver annegato l’altro quando facevano il bagnetto, N.d.A.) finalmente si affrontano di persona. Mishra rimane ferito e Urza scopre che il fratello ha rimpiazzato parti del proprio corpo con delle componenti meccaniche, seguendo le pratiche della Fratellanza: al posto della carne ora vi sono grovigli metallici e lunghi cavi che lo collegano al drago meccanico che cavalca, unendo l’uomo alla macchina.

L’orrore e la rabbia innescano qualcosa all’interno di Urza e, per la prima volta, l’artefice comprende tutto il dolore causato da quella guerra. Dopo aver detto a Tawnos di mettersi in salvo, afferra il sylex e riversa in esso il ricordo delle terre devastate dal conflitto. Quando Mishra attacca nuovamente, Urza scatena il potere dell’artefatto.

Un lampo alla base della coppa si espanse all’esterno e verso l’alto, un nuovo sole portato sulla terra per bruciare tutto ciò che toccava. Urza percepì il lampo per un istante e sorrise mentre lo travolgeva. L’ultima cosa che vide fu suo fratello mentre, fuso con la macchina, veniva investito dall’esplosione.

Mishra viene distrutto dall’esplosione, e con esso l’intera Argoth. L’eco della distruzione raggiunge i quattro angoli del continente. Fra i pochi sopravvissuti all’esplosione vi sono Tawnos e Gix; quest’ultimo è riuscito a raggiungere Koilos e a fuggire su Phyrexia appena in tempo, perdendo però un braccio durante la chiusura del portale.

Anche Urza sopravvive all’esplosione, scoprendo però di essere cambiato: la sua scintilla di planeswalker si è accesa e ora al posto dei suoi occhi si trovano le due pietre che un tempo aveva diviso con Mishra. Con questo nuovo potere ha davanti a sé due possibilità: lavorare sul proprio ego o muovere guerra contro l’intera Phyrexia. Naturalmente sceglie l’opzione più facile e lascia Tawnos in ciò che resta di Yotia prima di abbandonare Dominaria, affidandogli il compito di ricostruire le città distrutte e di ritrovare i sopravvissuti del Terzo Cammino.

Rassegnato, Tawnos si addentra nelle rovine mentre si alza un vento gelido e cadono i primi fiocchi di neve. È l’inizio dell’Età Oscura.



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