Accademia di Tolaria

Periodo: 3285-3360 A.R.

Espansioni corrispondenti: Eredità di Urza

Libri corrispondenti: Time Streams

Tolarian Academy fu una delle prime carte ad essere bannate durante il Combo Winter 1998-1999, ed è facile capire il perché di un tale provvedimento. Anche a livello di lore, l’Accademia di Tolaria è associata agli elementi più controversi di Magic: artefatti, manipolazione temporale, planeswalker, Teferi. Ma cos’è successo tra le mura di quella scuola?

Tolaria sì, Tolaria no, la strage infinita

Come accennato nel capitolo precedente, l’Accademia è diretta da Barrin e raccoglie i migliori studenti di Dominaria. Lo scopo ultimo della scuola non è la formazione di nuovi maghi, bensì la costruzione di una potente arma ideata da Urza. L’esistenza, però, è nota solo al planeswalker e al direttore.

Un giorno, Jhoira incappa in un naufrago sulla costa sabbiosa dell’isola e gli offre un rifugio lontano dall’Accademia, colpita dalla sua avvenenza. Questo significa due cose: o il travestimento di K’rrik era davvero valido, oppure… Il suo fascino spinoso ha fatto colpo sulla giovane in cerca di una pausa dagli studi. In fondo, K’rrik avrà ereditato almeno in parte il fascino del Padre delle Macchine.

In ogni caso, i due diventano amanti ma Jhoira è all’oscuro del fatto che il naufrago sia in realtà K’rrik, un agente dormiente phyrexiano spedito su Tolaria col compito di trafugare i progetti di Urza. Inizialmente neppure Karn, che sorprende i due durante uno dei piccoli squilibri temporali provocati dai suoi esperimenti, sospetta della vera natura di quell’estraneo, e promette a Jhoira di mantenere il segreto sulla sua tresca.

Karn viaggia nel tempo

Poco tempo dopo, però, Karn scopre che K’rrik sta sottraendo del materiale dall’Accademia e lo segue “all’indietro”, approfittando di un piccolo rift temporale. Scopre così che nel passato K’rrik ha avuto modo di introdurre degli eliminatori (i celebri Phyrexian Negator) su Tolaria. Tornato nel presente, il golem cerca di avvertire Urza ma è troppo tardi: i phyrexiani uccidono la maggior parte degli studenti e del personale, inclusi Jhoira, Teferi e Barrin.

Urza ordina quindi a Karn di tornare ancora più indietro nel tempo per fermare K’rrik. Il tentativo riesce ma il rift temporale che si genera provoca l’esplosione dell’Accademia. Si salva una cinquantina di persone, risultato che Urza ritiene accettabile in quanto fra i superstiti si trova Barrin. Karn invece rimane sconvolto dal potenziale distruttivo dei suoi esperimenti, oltre dal fatto che Jhoira è scomparsa nell’esplosione.

Mille bolle monoblu

Dieci anni dopo, Urza e Barrin tentano di tornare su Tolaria con un nuovo gruppo di studenti ma la situazione è precipitata: le spaccature temporali hanno pervaso la zona, con accelerazioni e decelerazioni letali per i malcapitati che le attraversano. Fra le rovine incontrano Jhoira, che è sopravvissuta all’esplosione e si è mantenuta giovane grazie all’acqua di una zona nel quale il tempo scorre lentamente.

Comprensibilmente, la ragazza è furiosa con Urza per i suoi esperimenti; ciò nonostante accetta di aiutarlo e conduce il gruppo nei pressi di una zona fortificata nella quale il tempo trascorre dieci volte più velocemente rispetto alla norma. Al suo interno, K’rrik e i phyrexiani sopravvissuti stanno costruendo altri eliminatori. L’unico ostacolo alla loro opera è la carenza di metallo.

Alcuni giocatori non saranno particolarmente dispiaciuti nel leggere questa informazione: in un’altra bolla temporale a una velocità estremamente ridotta, è intrappolato Teferi, il quale sta ancora fuggendo dalle fiamme dell’esplosione.

A Urza occorre un anno per organizzare un attacco contro la fortezza. A bordo di un dirigibile, dà inizio a un bombardamento che, seppur efficace, non riesce a distruggere la base di K’rrik. Quest’ultimo riesce a colpire il dirigibile e distruggerlo. Urza e Jhoira sopravvivono all’esplosione ma la studentessa cade in un coma dal quale si risveglia solo dopo anni.

Mi ricordo foreste verdi

Una volta ristabilitasi, Jhoira organizza la costruzione di un sistema idraulico per trasportare l’acqua dalle zone a scorrimento più rapido verso quelle rallentate, così da preservare la salute di chi le attraversa. In questo modo il gruppo riesce a salvare Teferi, il quale inizialmente è furioso per essere rimasto un ragazzino mentre il resto dei suoi compagni di studi sono cresciuti.

Urza organizza quindi un secondo attacco, questa volta con una flotta meccanica per evitare perdite umane. Il tentativo si rivela però un disastro: Urza stesso cade preda di K’rrik, il quale lo tortura senza sosta per distoglierlo dalla battaglia mentre gli eliminatori massacrano i falconi meccanici. Karn riesce a salvare Urza, ma quest’ultimo è costretto a constatare che l’attacco ha solo fornito a K’rrik il metallo di cui aveva bisogno.

I dieci anni successivi

Nel corso dei dieci anni successivi, la guerra con i phyrexiani coinvolge l’intera Tolaria. Dopo che cinque attacchi di eliminatori sono stati respinti, Urza lascia a Barrin le difese per cercare risorse al di fuori dell’isola. Viaggia fino a Shiv, dove stringe un’alleanza con i goblin, i viashino e due draghi: Gherridarigaaz e il figlio Rhammidarigaaz, il quale diventerà noto secoli dopo come Darigaaz l’Infiammatore. Con il loro aiuto, Urza riattiva una miniera di mana Thran rimasta inattiva dopo la caduta dell’impero, che poi affida a Teferi e Jhoria per portare avanti la costruzione di macchine e pietre del potere.

Il planeswalker intende costruire una nave volante in grado di viaggiare tra i piani e cogliere i phyrexiani di sorpresa. Per farlo, necessita di un legno speciale che cresce solo nella foresta di Yavimaya. Giunto al cospetto dell’avatar Multani, non ottiene però quello che sperava: Multani gli ricorda la distruzione che millenni prima ha portato nella terra di Argoth insieme a Mishra, e lo punisce imprigionandolo in un albero per fargli comprendere il dolore arrecato alla foresta.

Riusciranno gli alleati di Urza a salvarlo da quel terribile destino? Sì, altrimenti la storia non andrebbe avanti, ma ci vorranno altri tre anni.