Giocatore medio - Magic the Gathering Articoli, Mazzi, e Strategia

3 modi per vincere di più

Autore Gamuele1996
il 01-06-2020

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Buongiorno a tutti, 

Sono tornato a scrivere dopo un mesetto di pausa in cui mi son concentrato sui miei studi universitari; nonostante avessi 4 esami da superare e poco tempo per fare altro, mi son fissato il piccolo obiettivo di arrivare in top 1200 Mythic e, sperando che la mia posizione regga, dovrei avercela fatta.

Per quanto ovviamente non si tratti di un successo di entità incredibile il fatto di essere riuscito a portare a termine due cose contemporaneamente mi ha dato lo spunto per scrivere l’articolo di oggi in cui vorrei analizzare 3 fattori che influenzano tanto la nostra performance ai tornei quanto la vita di tutti i giorni, per fornire alcuni spunti di riflessione per migliorare a Magic e nel quotidiano e raggiungere i propri obiettivi in maniera più efficace e costante.

Quindi, senza dilungarmi ulteriormente, entro subito nel vivo della mia irrefrenabile passione verso gli elenchi puntati.

  • Se non ci si pone un obiettivo è impossibile raggiungerlo

E’ importantissimo avere sempre un obiettivo in testa per una serie innumerevole di motivi: innanzitutto se non si ha in mente cosa si vuole non lo si raggiungerà, questo è ovvio per tutti, ma è meno ovvio il fatto che porsi degli obiettivi poco precisi può portare allo stesso risultato.

Sapete che son Personal Trainer e appassionato di Fitness quindi farò un esempio legato a questo ambito: spesso le persone pensano “Vorrei avere un fisico pazzesco, magro ma molto muscoloso”, questo è senza dubbio fattibile anche se piuttosto difficile.

Il vero problema in questo caso non sta tanto nella difficoltà dell’impresa, ma nel fatto che l’obiettivo che abbiamo in testa è troppo generico e poco chiaro, pertanto c’è una grande probabilità di fallimento: cosa vuol dire muscoloso e magro? Come ci arrivo? Quando capisco che ho il fisico che voglio?

Questo ci può portare a parlare del fatto che per riuscire in qualcosa è necessario non soltanto avere un macro-obiettivo, ma anche un micro-obiettivo: nell’esempio del fisico, è importante capire che il macro-obiettivo potrebbe essere effettivamente quello di ottenere il fisico magro e muscoloso, ma per farlo è necessario porsi una serie di micro-obiettivi per arrivare al risultato finale, per esempio raggiungere una certa forza sulla panca piana, dimagrire 5 kg in un mese ecc…

Una volta completato il micro-obiettivo, potremo crearne uno nuovo per avvicinarci sempre di più al risultato finale, ragionando però solo in funzione del macro-obiettivo ci ritroveremo persi dopo poco tempo e abbandoneremo l’impresa perché il risultato sembra troppo lontano o impossibile e non abbiamo i mezzi per capire se stiamo migliorando o meno.

Per esempio, nel mio caso, il mio obiettivo è quello di terminare la mia magistrale in Marketing, per farlo però devo concentrarmi su un singolo esame alla volta, non posso studiare tutto il programma di tutti gli esami in un colpo solo, sarebbe folle; allo stesso modo, un giocatore che vuole migliorare a Magic, deve avere in mente sempre cosa vuole fare nel lungo periodo e nel breve termine.

Non è assurdo avere il sogno di diventare il giocatore più forte del mondo, anzi sognare in grande è une bella virtu’, è importante però capire che per arrivarci c’è molta strada da fare e è necessario gradualmente inserire degli step nel percorso e raggiungerli uno per volta, altrimenti il nostro sogno rimarrà per sempre tale.

  • Non lasciarsi frenare dall’omeostasi

“L’omeostasi è la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità, sia delle proprietà chimico-fisiche interne che comportamentali, che accomuna tutti gli organismi viventi, per i quali tale regime dinamico deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso precisi meccanismi autoregolatori” Wikipedia.

Recentemente ho guardato una diretta Instagram di uno dei miei guru del fitness preferiti in cui sostanzialmente diceva che le persone pensano che la loro motivazione più grande nella vita sia data dal successo, mentre lui è convinto che il più grande driver dell’uomo sia l’omeostasi, ossia la volontà di mantenere le circostanze il più inalterate possibile.

Questo puo’ essere condivisibile o meno, ma sicuramente è un grande spunto di riflessione.

Ci sono mille situazioni nella vita in cui vorremmo cambiare ma non lo facciamo, in cui siamo intrappolati in un lavoro di cui non siamo appassionati, in cui ci troviamo in una relazione affettiva in cui non ci rispecchiamo più e migliaia di altri esempi.

Ma perché se razionalmente vorremmo uscire da queste situazioni non lo facciamo? La risposta sta nel fatto che il nostro corpo è appunto progettato per conservarsi, per reagire agli stimoli esterni in modo tale da mantenere le nostre caratteristiche interne il più invariate possibile.

Questo discorso si può trasporre anche al nostro cervello: il cambiamento ci spaventa tantissimo perché cambiare comporta rischiare, comporta la possibilità di fallire, comporta cacciarsi in delle situazioni in cui non sappiamo ancora come staremo, mentre abbiamo la certezza di come ci sentiamo nella nostra attuale routine.

To win without risk is to triumph without glory. – Pierre Corneille.

Con questo non voglio dire di mollare tutto e vivere alla giornata, tentando la sorte inutilmente, voglio solo far riflettere sul fatto che a volte non si vince perché non si prova neanche.

Per un sacco di tempo non ho installato Arena perché pensavo fosse una perdita di tempo da bambini il fatto che non potessi guadagnare soldi come con Magic Online mi scoraggiava ancora di più. Da quando mi son deciso a scaricarlo gioco spesso e molto volentieri, ho giocato e vinto tornei con premi reali e penso che sarà il futuro di Magic, mille volte meglio di MtgO.

Avrei potuto rimanere nella mia comfort zone e non rischiare mai, oppure dare una chance a questa nuova piattaforma e sono stato premiato. Ovviamente questo è solo un piccolo esempio inerente al gioco in cui la mia decisione non comportava nessun reale rischio ma questo pone l’enfasi ancora di più sul fatto che, se fare un piccolo cambiamento del genere è così difficile, pensate a quanta forza mentale occorre per capire quando è il momento di intraprendere una scelta complicata nella vita anche se questa impone l’uscita da una routine ormai consolidata.

Non abbiate paura di cambiare, abbiate paura di pentirvi di non aver mai puntato più in alto.

  • Comprendere l’importanza di premiarsi

Quante volte vi siete alzati e avete pensato: “Oggi studio tutto il giorno”, oppure “Oggi porto a termine il compito che mi son prefissato”. Tutto parte al meglio, un’ora di lavoro intenso e poi vi arriva un messaggio sul cellulare e pensate che forse dare un’occhiata a chi ve lo ha mandato non sarà poi così una brutta idea, però poi un’occhiata diventa una conversazione, una conversazione diventa un video su YouTube da guardare, che diventa altre notifiche del telefono, che diventa una puntata di Netflix, che diventa non fare più niente tutto il giorno.

Come quando ai tornei si arriva carichissimi pronti a fare 9-0 al day 1 del GP, poi il primo game si fa un piccolo errore, si perde e si inizia a pensare a quanto abbiamo giocato male, arriviamo al secondo round già nervosi, prendiamo un warning per disattenzione e ci arrabbiamo ancora di più e arriviamo al quarto turno che siamo 0-3 e senza neanche voglia di uscire la sera con gli amici.

Ci sono volte in cui alcune situazioni non andranno come vogliamo e non potremo farci nulla, magari 9-0 al torneo non lo avremmo fatto comunque, ma ci sono altri frangenti in cui impostando un sistema di premi per noi stessi potremo migliorare infinitamente il corso delle cose.

Prendiamo l’esempio dello studio: se ci concediamo di guardare il telefono 10 minuti ogni ora di studio, questa enorme distrazione non potrà accadere, una semplice programmazione di un reward per aver completato un importante lavoro che ci siamo prefissati aiuterà moltissimo a rimanere costanti e a portare a termine quel che stiamo facendo.

Personalmente uso abbastanza questo approccio anche nelle diete, per me avere un “cheat meal” a settimana alla fine di una settimana di perfetta aderenza ha dei benefici psicologici e legati al mantenimento della costanza nel percorso non indifferenti.

Per esempio, per collegare un po’ tutti questi esempi, io adoro la maionese ma non la mangio spesso per motivi di dieta, perché è facile mangiarne troppa anche considerando quanto mi piace. Prima del Day 1 di ogni GP mi riprometto che se giocherò al meglio mi concederò di ordinare della maionese a cena se si sposa bene con quel che mangerò. Questo, per quanto sia un trucchetto bello e buono per mangiare la maionese, funziona molto bene nell’impresa di farmi giocare bene e mantenermi concentrato.

E’ stato questo il “segreto” con cui son riuscito a studiare per gli esami e nel frattempo fare mythic su Arena: ogni ora di studio mi segnavo su un foglio un “bonus” per un quarto d’ora di Magic, così ho mantenuto alta la concentrazione per poter fare qualche partita la sera. 


Allontanarsi dai propri piaceri preferiti per un po’ di tempo può farvi trovare una grande motivazione nel completare quel che dovete fare per riottenerli come premio.

Ringrazio chi è arrivato fino in fondo e il mio fantastico Team “Le Fiamme di Pompei”.

AAA IMPORTANTISSIMO AAA

Per tutti quelli che, giustamente, mi chiedono quando comincerà lo streaming, come promesso adesso che la mia sessione è pressochè finita comincerò, mi sto attrezzando in questi giorni con l’acquisto del computer. Ormai è questione di settimane, non vedo l’ora!!!

Samuele Gallinari



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